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Case che tremano, macchinari in funzione che provocano “frastuoni infernali”, oggetti pesanti “sbattuti da una parte e dall’altra” e operai che “urlano, sbraitano e bestemmiano come se fosse pieno giorno”. E’ quello che sono costretti a vivere nelle ore notturne (ma non solo) i cittadini che abitano a ridosso delle ferrovie e dei passaggi a livello del  V Municipio, in particolare, quello di Corso Umberto I, a Santo Spirito.

A segnalarlo sono proprio i residenti, stanchi di quella che è una problematica che va avanti ormai da moltissimi anni. Non si tratta di un caso isolato, sia a Santo Spirito, sia a Palese il problema di chi vive nelle vicinanze delle stazioni e, più in particolare dei binari, è lo stesso. Dai treni che sfrecciano “a tutte le ore del giorno e della notte”, ai lavori serali sulle rotaie effettuati fino a notte fonda (con rumori di macchinari pesanti, tra cui martelli pneumatici, che in diversi casi, non permettono di dormire) sino alle sbarre del passaggio a livello continuamente chiuse che dividono in due i quartieri. Sono solo alcune delle problematiche sottolineate per cui a risentirne sono soprattutto i cittadini. Tra questi moltissimi lavoratori, studenti, ma anche anziani e bambini, in tanti casi neonati.

“Vivere nei pressi del maledetto passaggio a livello di corso Umberto I a Santo Spirito diventa sempre più difficile – ha raccontato un residente in uno sfogo effettuato sul gruppo social Il lungomare che vorrei – non solo per le continue chiusure delle sbarre e per i treni che sfrecciano a tutte le ore del giorno e della notte, un problema vecchio di oltre di 50 anni di cui ancora non si vede la soluzione, non solo per la barriera che esso rappresenta per coloro che vivono sul lato monte dove mancano servizi e manutenzione ed è come se non ci fosse nessuno” – ha sottolineato riferendosi al lato che non si affaccia sul mare, dunque Catino – ma anche per il problema gravissimo, ma tuttavia sottovalutato,  dei lavori di manutenzione notturni”.

Si tratta, secondo il residente “di una vera e propria piaga con cui chi vive a ridosso del passaggio a livello è costretto a fare i conti”. Almeno una volta ogni due settimane, prosegue nel post “per almeno due notti di fila, se si è fortunati, qualcuno decide che qui non si deve dormire. Macchinari di varie misure che producono frastuoni infernali, attrezzature e oggetti pesanti e di vario genere sbattuti da una parte all’altra (con annesso rumore), rotaie trascinate, portiere di auto e furgoni aperti e richiusi come se non ci fosse un domani, trapani, martelli pneumatici e, ciliegina sulla torta, operai che urlano, sbraitano, bestemmiano, ridono o litigano come se fosse pieno giorno” – ha sottolineato.

“Ora – ha proseguito nel post il cittadino –  se è vero che certi lavori possono essere eseguiti solo di notte (complice il numero ridotto di treni in transito) è mai possibile che a rimetterci debbano essere sempre i residenti? Che, tra l’altro, di notte potrebbero aver bisogno di dormire visto che di giorno sono abituati a studiare e/o lavorare? Non si può far niente in merito? Dobbiamo continuare a passare le notti insonni?” – ha concluso rivolgendo il proprio appello alle istituzioni, tra cui il presidente del V Municipio, Vincenzo Brandi.

Anche a Palese, per esempio, fanno notare alcuni residenti della zona di via Gabriele D’Annunzio (dove sono presenti due linee ferroviarie), al rumore dei treni delle Ferrovie dello Stato, che “sfrecciano” costantemente e a tutte le ore, si aggiungono i rumori dovuti ai lavori notturni, che, stando alle segnalazioni, non si fermano a chi vive nella zona immediatamente limitrofa ai binari, ma anche a chi vive a distanza di molti metri. Ad aggravare la situazione il fatto che, in queste zone, “non siano state pensate barriere sonore per alleggerire i rumori”. In effetti, sul muro perimetrale delle ferrovie, nelle vicinanze delle case, queste ultime non sono presenti.

Segnalazioni analoghe erano state effettuate lo scorso settembre a Borderline24 da un residente del quartiere San Paolo. Protagonisti, in quel caso, i treni delle Ferrovie del Nord Barese che, stando a quanto raccontato dal residente, producevano allora,  così come oggi, “scosse ad intermittenza ogni trenta minuti” all’interno della palazzina parallela situata a circa venti metri dal tunnel delle Ferrovie vicino alla fermata Cittadella-San Gabriele. Da allora, al San Paolo, non sembra sia cambiato nulla. Un problema, quello dei treni e delle ferrovie, che nel Barese, soprattutto nei quartieri periferici, non offre pause ai cittadini e, nonostante le diverse segnalazioni, non vede, almeno per il momento, un margine di miglioramento concreto.


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