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Troppi macchinisti in quarantena per Covid-19, disagi per i pendolari. Accade in Puglia e più nello specifico nel Barese, dove sono diversi i cittadini che, sin dal rientro dalle festività natalizie, hanno avuto modo di imbattersi in molte problematiche relative alla riduzione del servizio per via dell’aumento contagi.

Dai ritardi dei treni alle corse soppresse sino ad arrivare all’inevitabile conseguenza dei convogli pieni che non permettono, il più delle volte, di tenere fede alle norme utili per contenere la diffusione del contagio, dovendo viaggiare “gli uni attaccati agli altri”. Sono solo alcune delle questioni che stanno facendo infuriare i cittadini, tra questi soprattutto studenti e lavoratori, preoccupati già prima delle festività. Le segnalazioni si sono susseguite dal 10 gennaio in poi soprattutto sul gruppo “Pendolari pugliesi”, quando, al rientro alla quotidianità, in molti hanno constatato che le corse dei treni erano ridotte a causa dell’assenza del personale.

La conferma è arrivata anche da Trenitalia con un avviso (dello scorso 19 gennaio) in cui ha comunicato che l’aumento dei contagi “sta avendo riflessi anche nel settore ferroviario riducendo il numero del personale a disposizione e imponendo una riorganizzazione temporanea dei collegamenti”. Per questa ragione, il Comitato  Pendolari Pugliesi, già sul piede di guerra per problematiche già presenti prima dei disagi dovuti all’aumento dei contagi, ha richiesto che si valuti l’opportunità di ristorare i pendolari con un indennizzo sotto forma di sconto sull’abbonamento di febbraio, soprattutto per chi ha acquistato un abbonamento mensile a gennaio. Richiesta a cui ancora non c’è stata risposta.

Non mancano i tentativi di Trenitalia però di sopperire al problema. Per andare incontro ai cittadini è stata infatti messa in atto “ogni opportuna misura” al fine di ridurre i disagi ai passeggeri. Le modifiche delle corse vengono infatti comunicate prima della partenza agli stessi tramite mail, sms o dal personale di assistenza. Le cancellazioni, fanno sapere sempre da Trenitalia, sono pianificate e contenute “il più possibile nei numeri e mirate alle fasce orarie di minore affluenza”. Per l’occasione è stato attivato anche un call center utile per avere informazioni in tempo reale.

Ad oggi, al netto dei treni sostituiti dai bus, le cancellazioni si attestano al 3%, un numero ridotto che non riguarda gli orari maggiormente frequentati da studenti e lavoratori. Nonostante questo però non si placa la polemica da parte dei pendolari che, oltre ai disagi dovuti all’assenza del personale, devono fare i conti con problematiche e ritardi che ormai “fanno parte della routine”. “Preferisco accompagnare mia figlia in auto – ha spiegato una mamma a Borderline24 – non bastano i soliti ritardi, ora giustificati dall’assenza di personale. Su bus e treni i ragazzi viaggiano spesso ammassati vanificando tutto il lavoro che si fa tra casa e scuola per evitare di farli contagiare. Credevamo di poter tornare alla normalità in questo 2022, purtroppo così non è stato. Il Covid-19 ha resistito ai vaccini e nonostante i tanti sacrifici fatti siamo ancora qui. Per questo ho optato per altre soluzioni, meglio l’auto, anche se è difficile organizzarsi. Preferisco evitare di esporre mia figlia al pericolo del contagio sui mezzi. Ritengo che proprio l’assenza di soluzioni efficaci sui mezzi di trasporto e non solo ci abbiano condotto a vivere di nuovo questo incubo” – ha concluso.

Parole a cui fanno eco anche quelle di alcuni pendolari che negli scorsi giorni hanno segnalato i ritardi sul gruppo social dedicato, sottolineando la necessità di trovare soluzioni diverse per non correre il  rischio di perdere una giornata di studio o lavoro. “Treno delle 13.05 Bari Taranto soppresso, un disagio enorme – ha scritto una pendolare riferendosi ad una corsa in orario di punta –due settimane di stress, speriamo finisca presto perché non se ne può più”. “Il treno successivo – ha commentato un altro riferendosi alla stessa corsa – è strapieno ed insufficiente a ospitare la gente di due treni”. A questi commenti se ne aggiungono tanti altri, tra questi molti concordi sul fatto che “sarebbe opportuno un abbonamento unico per i pendolari” che coinvolga tutte le corse e facilitare così i viaggi degli stessi nel momento in cui si verificano ritardi e si renda necessario dover preferire un’altra compagnia, che coinvolga sia treno, sia bus, per raggiungere la propria meta.

Foto repertorio


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