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Bari, processo ‘Vortice Maestrale’ al clan Strisciuglio: associazione Libera ammessa parte civile

Pubblicato da: redazione | Gio, 3 Marzo 2022 - 10:00
carabinieri

Libera Puglia sarà parte civile nel processo “Vortice Maestrale” contro il clan Strisciuglio di Bari. L’associazione, che riunisce numerose realtà territoriali impegnate nella lotta alle mafie, rende nota la decisione del Tribunale di Bari, arrivata nel corso dell’udienza che si è svolta ieri.

Il processo vede coinvolti circa 150 imputati, per reati quali associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, lesione, estorsione, detenzione e porto di arma da fuoco, rissa, danneggiamento aggravato, minaccia.  “Per Libera”  – spiega l’associazione tramite una nota –  “costituirsi parte civile significa entrare nelle aule, partecipare e dire con chiarezza da che parte stare. La complessa attività investigativa posta in essere dalla D.D.A. di Bari – continua l’associazione – ha ad oggetto il clan Strisciuglio. L’ipotesi accusatoria conferma nel territorio l’operatività del clan, dotato di alcuni tratti peculiari rispetto agli altri clan e con elementi di particolare rilevanza e allarme sociale. La consorteria esiste già dall’inizio degli anni ’90, controllando il capoluogo grazie a una suddivisione in articolazioni nei vari quartieri di riferimento ed espandendo la propria influenza anche in altri comuni. Secondo quanto emerge dagli atti d’indagine, il sodalizio è suddiviso in articolazioni afferenti ai quartieri Libertà, San Paolo, San Pio- Enziteto -Santo Spirito, San Girolamo, nonché al comune di Cassano Murge. L’attività di indagine ha acclarato come l’oggetto del programma criminoso del clan Strisciuglio sia stato rappresentato nel recente passato dal traffico di stupefacenti, da un’intensa attività estorsiva, nonché dal possesso di un grande arsenale bellico utile ad incutere timore e a rafforzare la capacità di assoggettamento e di omertà. Il sodalizio – spiega ancora Libera –  ha affinato la capacità di controllo del territorio attraverso specifici episodi di minacce ed estorsioni che hanno falsato le regole della civile convivenza, ledendo la libertà di impresa e attuando condotte criminose che entrano in aperto contrasto con i principi di rango costituzionale posti da Libera a fondamento della propria azione associativa”.

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