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Risulta positiva al tampone antigenico in farmacia, ma sul green pass da tampone rilasciato dal sito del Ministero della Salute il risultato è “negativo”. E’ quanto accaduto ad una cittadina barese, più precisamente del V Municipio, martedì scorso. Ma andiamo per gradi.

E’ martedì mattina, la ragazza (che preferisce restare anonima), in seguito a contatto stretto con persone risultate positive al Covid-19 all’interno della propria famiglia, dopo aver atteso alcuni giorni di incubazione e aver sviluppato i primi sintomi, tra cui mal di testa, dolori muscolari e febbre, decide di isolarsi e prenotare un tampone in farmacia. In serata, precisamente intorno alle 19, si reca nella farmacia  in cui ha trovato uno spazio per verificare se fosse positiva o meno al Covid-19.

“Pochi minuti dopo il tampone – ha raccontato la ragazza a Borderline24 – è stato lo stesso operatore sanitario che me lo ha effettuato a comunicarmi la positività, chiedendomi di restare all’esterno e di non entrare in farmacia per la sicurezza degli altri. Per registrare i miei dati ha bisogno del codice fiscale, così glielo lascio”. L’operatore, a quel punto, rientra all’interno della farmacia e pochi minuti dopo, precisamente, secondo quanto raccontato, alle 19.14, la ragazza riceve prima l’sms dal Ministero della Salute, con le indicazioni per accedere alla certificazione verde, poi, qualche minuto dopo, l’sms della Asl che comunica il codice con il quale recuperare l’attestato dell’esame effettuato sulla pagina servizi online del portale Puglia Salute.

“Non sono riuscita ad accedere sul sito della Regione, ci ho provato tramite Spid. Così, nonostante dalla farmacia mi avessero fornito un cartaceo con l’esito del test positivo mi sono comunque connessa al sito del Ministero per controllare la versione online e conservarla sul telefono” – ha sottolineato. Una volta collegatasi al sito del Ministero la ragazza è riuscita a scaricare il green pass sul quale si aspettava però che il risultato fosse positivo. “Invece no – ha aggiunto – con grande sorpresa ho constatato che sul green pass da tampone, quindi base, c’era scritto che risultavo negativa al test” – ha evidenziato.

Per curiosità, la ragazza, ha inviato il pdf del green pass ad una collaboratrice di lavoro, in particolare alla Covid manager, che si occupa proprio di verificare le certificazioni verdi, per farglielo scansionare e verificare se, tramite app, risultasse valido (foto in basso). “Dall’applicazione non risultava valido – ha aggiunto – ma sul cartaceo c’era scritto comunque che ero negativa. Questo vuol dire che se avessi avuto meno scrupoli di coscienza avrei potuto tranquillamente andarmene in giro per 48 ore, dire di aver dimenticato il telefono ed entrare nei luoghi in cui è previsto il green pass base. Senza contare che anche quello da vaccino in tanti casi non viene immediatamente bloccato quando si contrae il Covid-19, ma a molti resta valido, è accaduto ad alcune persone di mia conoscenza. Non so da chi dipenda l’errore, ma è grave. Io martedì sono rientrata subito a casa per isolarmi, voglio sperare che tanti altri avrebbero fatto lo stesso” – ha concluso.


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