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L’altro lato dell’IA e dell’innovazione tecnologica

Non solo benefici ma anche problematiche ambientali

Pubblicato da: Ylenia Bisceglie | Sab, 13 Luglio 2024 - 10:28
rubrica bl24 (26)

L’Intelligenza Artificiale è ormai un pilastro fondamentale per l’innovazione tecnologica.

Tuttavia, dietro la promessa di efficienza e progresso, si nasconde un impatto ambientale significativo. Se da un lato IA vuol dire progresso, dall’altro vuol dire poca sostenibilità. Per funzionare, infatti, richiede enormi quantità di energia elettrica, acqua e non solo.

Ad esempio, esistono algoritmi di Intelligenza Artificiale, progettati per imitare il funzionamento del cervello umano, e dunque per apprendere e fare previsioni da grandi quantità di dati complessi. Questi algoritmi sono estremamente energivori. Secondo uno studio della University of Massachusetts Amherst, l’addestramento di un singolo modello di IA può consumare circa 626,155 kWh di energia, equivalente un consumo annuo di elettricità di circa 56 abitazioni medie negli Stati Uniti.

L’acqua è un’altra risorsa critica e al tempo stesso indispensabile, consumata dai data center che alimentano l’IA. Questi centri necessitano di enormi quantità d’acqua per il raffreddamento delle infrastrutture server, che operano a temperature elevate a causa dei processi intensivi. Si stima che un data center medio possa utilizzare fino a 400,000 litri di acqua al giorno per il raffreddamento. Anche in questo caso per rendere il tutto più chiaro possiamo avere come esempio che porre tra le 20 e le 50 domande a ChatGpt equivale a consumare mezzo litro d’acqua.

Sebbene dunque l’intelligenza artificiale offra innumerevoli benefici e abbia il potenziale per trasformare vari settori, il suo impatto ambientale non può essere ignorato. Proprio per questo le big tech stanno puntando su progetti sperimentali di energia pulita. Alcune strategie includono una maggiore efficienza energetica, ovvero una migliore efficienza dei dei data center tramite l’uso di tecnologie di raffreddamento avanzate e l’ottimizzazione dei processi di calcolo; l’utilizzo di energie rinnovabili per ridurre l’impronta di carbonio e l’implementazione di sistemi di riciclo dell’acqua per minimizzare il consumo di acqua dolce.

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