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Caldo e siccità in Puglia, Confagricoltura chiede stato di calamità

Diversi i danni per l'agricoltura

Pubblicato da: redazione | Gio, 25 Luglio 2024 - 14:52
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Emergenza caldo e siccità, Confagricoltura Puglia chiede alla Regione Puglia di dichiarare lo stato di calamità naturale. Obiettivo dell’organizzazione, farsi portavoce dell’emergenza che migliaia di agricoltori stanno vivendo, colpiti duramente dall’ondata di caldo eccezionale e dalla crisi idrica che affligge la regione.  “Le temperature estreme delle ultime settimane e le precipitazioni quasi inesistenti in diverse zone – evidenzia il presidente Luca Lazzàro – hanno messo in ginocchio le aziende agricole, che nonostante tutto continuano con grande responsabilità a rifornire i mercati. Però, se non si interviene prontamente, si rischia il collasso di numerose imprese già in forte difficoltà”.

Il caldo e la siccità del 2024 hanno avuto un impatto significativo sulle coltivazioni di grano, che sebbene di buona qualità, hanno subito una drastica riduzione in termini di quantità. Simili previsioni emergono per l’uva da vino e da tavola, con vendemmie anticipate e uve di qualità ma in quantità limitate. La scarsità d’acqua non solo limita alcune attività agricole, ma influisce anche sulla capacità del terreno di trattenere i liquidi, rendendo la terra impermeabile. Questo fenomeno, aggravato da periodi di forte traspirazione, aumenta il rischio idrogeologico, poiché l’acqua piovana scorre sulla superficie senza penetrare nel terreno. “La situazione, oltre a misure emergenziali, – specifica il presidente di Confagricoltura Puglia – richiede un ripensamento dei modelli di pianificazione e governance, l’implementazione di politiche e strategie mirate per le aree rurali, e l’adozione di nuove tipologie di progettazione e intervento. È essenziale selezionare specie arboree idonee e sviluppare competenze professionali interdisciplinari, oltre a tecnologie innovative per la manutenzione del verde”.

“Dichiarare lo stato di emergenza – prosegue infine – è una misura necessaria ma temporanea. Per salvaguardare la produttività agricola a lungo termine, è fondamentale uscire dalla fase emergenziale e prevenire danni irreversibili alle coltivazioni. È imperativo investire nell’ammodernamento della rete idrica regionale, nel riuso dell’acqua e nella riduzione degli sprechi”. Da oltre un decennio, più della metà dei pugliesi soffre di carenze idriche durante l’estate, una situazione che colpisce duramente l’agricoltura pugliese che per produrre necessita di circa il 60% del consumo d’acqua della regione. Solo con interventi strutturali e una gestione sostenibile delle risorse idriche, sarà possibile garantire un futuro sostenibile per l’agricoltura pugliese.

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