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Bari, non c’è pace per i pendolari: “I disagi? Sono una normalità”

La denuncia: "Treni sempre in ritardo o troppo pieni, è insostenibile"

Pubblicato da: Francesca Emilio | Gio, 7 Novembre 2024 - 15:33
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“I disagi? Sono la nuova normalità. Non sappiamo più cosa significa arrivare in orario”. A denunciarlo sono alcuni pendolari baresi alle prese, ormai da tempo, con diverse problematiche relative ai treni. Dai vagoni troppo pieni tanto da costringere i macchinisti a non potersi fermare lasciando così a terra studenti e lavoratori ai treni costantemente in ritardo, sono solo alcune delle problematiche che riguardano i pendolari baresi che chiedono “rispetto” a fronte dei “costi di un servizio che aumentano, ma non rispecchiano la qualità dello stesso”.

“Qualche giorno fa ero in orario, sembrava quasi un miracolo, ma è durato poco – ha raccontato una studentessa – il mio treno poi è arrivato in ritardo di quindici minuti. E quindici minuti sono pochi. Capita quasi ogni giorno ormai che ci siano ritardi per problemi sulla linea. Spesso poi i treni oltre ad arrivare in ritardo arrivano stracolmi perché saltate le corse precedenti, in tanti salgono sul treno dopo e non si riesce neanche a salire. Siamo spesso costretti ad aspettare la corsa successiva perché sui treni non si può salire e non si respira neanche. Questo è quasi all’ordine del giorno nelle ore di punta, siamo davvero stanchi”, ha concluso. “È capitato che il treno si sia fermato ma non ci abbiano fatti salire – ha raccontato un altro pendolare, uno studente – anche se avessimo voluto non sarebbe stato possibile, era troppo pieno. Si arriva spesso tardi a scuola”, conclude. “Ogni giorno ci sono ritardi e siamo costretti a viaggiare come bestiame – spiega infine una lavoratrice – è sempre un’incognita arrivare a Bari. La nuova normalità sono i treni in ritardo. Non è affatto giusto”, conclude.

A queste problematiche se ne aggiungono altre relative anche alle condizioni dei lavoratori dei trasporti. Anche nella giornata di ieri ci sono stati moltissimi disagi per via di uno sciopero di otto ore (dalle 9 alle 17) proclamato in seguito all’accoltellamento di un capotreno a bordo del regionale Genova-Busalla. Lo sciopero è stato fortemente voluto dai sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Trasporti e ha riguardato Trenitalia, Trenitalia Tper, Fs Security, Italo Ntv, Trenord.

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