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Bambini e smartphone, dati preoccupanti in Puglia e Sicilia

Il 40% dei bimbi sotto i due anni supera le due ore al giorno

Pubblicato da: redazione | Gio, 9 Ottobre 2025 - 10:05
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Tablet accesi accanto al seggiolone, cartoni animati sullo smartphone per calmare i pianti, la televisione sempre in sottofondo. Scene che a molti genitori possono sembrare normali, ma che secondo l’Istituto Superiore di Sanità meritano una riflessione seria, soprattutto nei cosiddetti “primi 1000 giorni”, cioè dal concepimento ai due anni di vita. Un periodo considerato fondamentale per lo sviluppo cognitivo, emotivo e fisico del bambino.

Il report “Epicentro”, pubblicato dall’ISS nel 2025 e basato su oltre 35mila interviste a mamme italiane, mostra dati che colpiscono: già tra i 2 e i 5 mesi, il 22% dei piccoli trascorre del tempo davanti a uno schermo. La situazione varia molto da regione a regione: in Trentino si scende al 13,5%, mentre in Sicilia e Puglia la quota supera il 30%.

Con la crescita, il fenomeno si accentua. Tra gli 11 e i 15 mesi, in Calabria quasi quattro bambini su dieci trascorrono almeno due ore al giorno davanti a uno schermo. In Toscana, già a 12 mesi, oltre la metà dei piccoli è esposta, un dato che rispecchia la media nazionale (54,3%). La ricerca segnala inoltre come l’esposizione sia più frequente nelle famiglie con maggiori difficoltà economiche o con un livello di istruzione materna più basso.

Questi numeri si scontrano con le raccomandazioni internazionali. Già nel 2019 l’Organizzazione Mondiale della Sanità invitava a evitare totalmente l’uso degli schermi nel primo anno di vita, mentre dai due anni in poi fissava un limite massimo di un’ora al giorno.

Gli studi scientifici più recenti, come quello pubblicato su JAMA Pediatrics nel 2024, hanno iniziato a indagare le conseguenze di questa esposizione precoce. I risultati suggeriscono che il tempo trascorso davanti a televisione, tablet e smartphone nei primissimi anni di vita possa essere associato ad alterazioni nell’elaborazione sensoriale, con caratteristiche simili a quelle osservate nei disturbi dello spettro autistico.

La prudenza, dunque, è d’obbligo. E mentre il Ministero dell’Istruzione ha già introdotto regole severe sull’uso degli smartphone a scuola, molti esperti invitano le famiglie a riflettere sul ruolo che i dispositivi digitali hanno nella quotidianità domestica. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di trovare un equilibrio: perché se è vero che gli schermi possono essere utili, è altrettanto vero che, nei primi anni di vita, il gioco, l’interazione diretta e la scoperta del mondo reale restano insostituibili.

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