Ambulatori aperti anche il sabato e la domenica, estensione dell’orario fino a 12 ore al giorno e, nei casi necessari, attività fino alle 23. È quanto prevede il provvedimento firmato oggi dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro per avviare piani sperimentali finalizzati alla riduzione delle liste d’attesa in sanità.
Il provvedimento impone a tutte le Aziende ed Enti del Servizio sanitario regionale la predisposizione, entro 15 giorni, di Piani aziendali sperimentali per il recupero delle prestazioni ambulatoriali che superano i tempi soglia previsti dalle classi di priorità. Le misure riguarderanno in particolare le prestazioni classificate come U e B (urgenti e brevi) e avranno una durata iniziale di cinque mesi.
Tra gli strumenti previsti figurano le aperture straordinarie degli ambulatori nei fine settimana, l’estensione delle fasce orarie giornaliere e il potenziamento temporaneo dell’attività assistenziale, con l’obiettivo di smaltire le prenotazioni in ritardo. I piani saranno accompagnati da un sistema di monitoraggio mensile affidato alla Cabina di Regia regionale per le liste d’attesa.
“Il mio primo provvedimento è dedicato ai cittadini che mi hanno chiesto di prendermi cura della loro salute”, ha dichiarato Decaro, sottolineando che si tratta dell’avvio di un percorso e non di una soluzione definitiva. Il presidente ha richiamato anche il tema dell’appropriatezza prescrittiva, evidenziando che oltre il 40% delle prescrizioni di TAC e risonanze magnetiche risulta potenzialmente non appropriato, con il rischio di sottrarre prestazioni a chi ne ha reale necessità.
I Piani aziendali dovranno includere indicatori di costo-efficacia, appropriatezza e criticità applicative, oltre alle modalità di comunicazione ai cittadini e alle misure per garantire il cosiddetto “percorso di tutela”. In caso di mancato rispetto dei tempi di attesa, le direzioni generali dovranno assicurare le prestazioni anche attraverso l’attività intramoenia, le prestazioni aggiuntive o il ricorso al privato accreditato, nei limiti di spesa regionali.
Il provvedimento introduce inoltre un rafforzamento dei controlli sull’attività libero-professionale intramuraria, che non potrà superare per ciascun medico il volume delle prestazioni istituzionali. Entro il 31 gennaio 2026 le aziende sanitarie dovranno trasmettere una relazione sugli esiti delle verifiche, mentre la Regione istituirà un organismo paritetico di controllo e aggiornerà la normativa sull’intramoenia. Nelle prossime ore il presidente Decaro incontrerà i direttori generali, i commissari straordinari delle aziende sanitarie e le organizzazioni sindacali della Funzione pubblica per avviare il confronto operativo sull’attuazione delle misure.