Dopo la breve tregua registrata a ridosso delle festività natalizie, l’ondata di virus respiratori torna a farsi sentire con forza, soprattutto sul fronte ospedaliero. Se a livello nazionale i dati mostrano una lieve flessione dei contagi nella settimana tra il 22 e il 28 dicembre, la pressione sui pronto soccorso – in particolare in Puglia – racconta una realtà ben diversa, segno che il picco influenzale è tutt’altro che superato.
Secondo l’ultimo rapporto della sorveglianza RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, l’incidenza delle infezioni respiratorie acute in Italia è scesa a 14,5 casi per 1.000 assistiti, in calo rispetto alla settimana precedente. Un dato che, però, va letto con cautela. Il periodo festivo, la riduzione delle visite mediche e la sospensione delle attività scolastiche hanno probabilmente inciso sul numero delle segnalazioni, restituendo una fotografia solo parziale della diffusione reale dei virus. Dall’inizio della stagione di monitoraggio sono già stimati circa 6,7 milioni di casi complessivi, con oltre 820mila nuove infezioni registrate nell’ultima settimana analizzata, mentre i bambini tra 0 e 4 anni restano la fascia più colpita.
Gli stessi esperti dell’ISS invitano alla prudenza: «Il calo registrato questa settimana potrebbe essere attribuibile alle minori segnalazioni effettuate da parte dei medici di famiglia nella settimana di Natale. L’incidenza quindi potrebbe tornare a salire, o comunque rimanere alta anche nelle prossime settimane». Una previsione che trova conferma nell’andamento degli accessi ospedalieri, in netto aumento con la ripresa della vita quotidiana dopo le feste.
In Puglia, in particolare, i pronto soccorso sono tornati sotto forte pressione. I dati aggiornati in tempo reale sul portale PugliaSalute mostrano centinaia di accessi nelle ultime ore in tutte le strutture regionali, con tempi di attesa che variano sensibilmente a seconda del codice di gravità. Al Policlinico di Bari, ad esempio, si registra una media superiore ai 250 accessi al giorno, mentre nei cinque presidi di emergenza-urgenza monitorati dell’Asl Bari gli ingressi complessivi si aggirano intorno ai 300.
Situazioni analoghe si osservano nel resto della regione: circa 140 accessi nei pronto soccorso della provincia Barletta-Andria-Trani, quasi 180 negli ospedali del Brindisino, oltre 200 nella provincia di Foggia, più di 320 nelle strutture del Salento e circa 200 in quelle del Tarantino. Numeri che si traducono in attese significative per i pazienti meno gravi, come dimostrano i tempi registrati al Santissima Annunziata di Taranto, dove per un codice giallo si arriva a quasi sei ore, o al Vito Fazzi di Lecce, dove l’attesa per i codici verdi e bianchi può superare le dieci ore. Diversa la gestione dei casi più urgenti: i codici rossi, soprattutto negli ospedali baresi, vengono trattati generalmente entro pochi minuti.
Dal punto di vista virologico, continua a essere elevata la circolazione dei virus influenzali, con la predominanza del sottotipo A(H3N2) rispetto all’A(H1N1)pdm09. La sorveglianza dei casi gravi segnala inoltre un incremento rispetto alla scorsa stagione, con una maggiore incidenza tra le persone non vaccinate. Un elemento che contribuisce a spiegare l’elevato numero di accessi ospedalieri, soprattutto tra anziani e soggetti fragili.
Anche se, a fine dicembre, l’incidenza stimata in Puglia risultava leggermente inferiore alla media nazionale, l’attuale afflusso nei pronto soccorso suggerisce che il picco potrebbe essere in fase di consolidamento proprio in queste settimane. Con la ripresa delle scuole e delle attività lavorative, gli specialisti non escludono un’ulteriore crescita dei casi, invitando alla prudenza e a un uso appropriato dei servizi di emergenza, riservandoli alle situazioni realmente critiche.