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Bari più vicina agli accumulatori seriali: un protocollo per il ‘barbonismo domestico’

Un approccio multidisciplinare e interistituzionale per affrontare un problema che porta con sé risvolti psichiatrici, sociali e igienico-sanitari

Pubblicato da: redazione | Mar, 20 Gennaio 2026 - 16:39
accumulatori

Su proposta dell’assessora con delega all’Igiene e Ambiente Elda Perlino, la giunta comunale ha approvato oggi il Protocollo operativo tra Comune di Bari, ASL BARI, AMIU Puglia S.p.A., Ordine degli Avvocati di Bari, Tribunale Ordinario di Bari e Procura della Repubblica per la gestione dei casi di “barbonismo domestico”, ovvero disturbo da accumulo (rifiuti/materiali/animali) all’interno di abitazioni.

La gestione dei casi di disturbo da accumulo rappresenta infatti un problema che negli ultimi anni l’amministrazione comunale si è trovata ad affrontare più volte, incontrando notevoli difficoltà a causa della complessità del fenomeno, dell’assenza di conoscenze consolidate e di strumenti operativi precisi.

Il disturbo, causato da un patologia nota come disposofobia, si caratterizza per l’impulso a raccogliere e accumulare oggetti spesso insignificanti e inservibili, comportamento che, protratto nel tempo, arriva a compromettere gli spazi vitali della persona, con gravissimi impatti sulla stessa e i suoi familiari nonché sulla comunità.

Il protocollo approvato individua perciò strumenti e modalità operative condivise e trasparenti, con l’obiettivo di garantire alla persona un percorso assistenziale unitario e coerente, raccordando responsabilità, risorse e competenze per prevenire rischi di diversa natura per il diretto interessato e per la collettività, quali rischi igienico-sanitari, d’incendio o strutturali, legati alla mancata manutenzione degli impianti.

I destinatari delle azioni previste dal protocollo sono generalmente persone adulte, anziane, nuclei familiari o persone con disabilità che vivono in contesti abitativi di accumulo tali da pregiudicare le attività quotidiane e da ingenerare rischio per la salute propria e/o del vicinato, come pure persone inserite in strutture di servizio o senza fissa dimora occupanti abusivamente il suolo pubblico, con notevole impatto sul territorio e la cittadinanza.

“D’accordo e in continuità con quanto realizzato dall’assessorato al Welfare, che qualche giorno fa ha promosso la sigla di un protocollo interistituzionale in materia di amministrazione di sostegno – commenta Elda Perlino -, abbiamo ritenuto di adottare un approccio multidisciplinare e interistituzionale per affrontare un problema che porta con sé risvolti psichiatrici, sociali, igienico-sanitari e, nei casi più gravi, persino di ordine pubblico.

La collaborazione e il confronto tra le diverse istituzioni, che ringrazio, sono stati fondamentali per mettere in rete gli attori coinvolti e giungere alla stesura del protocollo, con l’apporto di ogni singolo attore, in particolare l’Ordine degli Avvocati, che ha contribuito in maniera proficua alla lettura del fenomeno, esaminandolo con l’aiuto degli amministratori di sostegno appartenenti all’Ordine e contribuendo alla puntuale definizione delle possibili procedure.

L’obiettivo condiviso di questo accordo è quello di mettere in campo, grazie al coinvolgimento e alla collaborazione fra diversi operatori di ambito sociale e sanitario, interventi il più possibile tempestivi ed efficaci per assistere al meglio le persone affette da disposofobia, anche in presenza di amministratori di sostegno nel caso in cui sia assente una rete familiare di riferimento”.

Di seguito, in sintesi, le competenze delle parti coinvolte, a vario titolo, nel procedimento.

Il Comune di Bari, una volta acquisita la segnalazione di un Servizio pubblico o di privati cittadini (vicini di casa, familiari etc.), provvede a verificare la sussistenza degli inconvenienti igienico-sanitari mediante apposito sopralluogo congiunto tra Servizi sociali del Municipio competente, Polizia Locale, ASL BARI e AMIU Puglia S.p.A..

Ad avvenuta conferma, la ripartizione Tutela dell’Ambiente, Igiene e Sanità provvede a diffidare il soggetto disposofobico a ripristinare le dovute condizioni igienico-sanitarie e ambientali nell’unità abitativa in cui è stata rilevata la problematica.

In caso di inottemperanza accertata dalla Polizia Locale e sulla base dell’attività istruttoria, tecnica e amministrativa, espletata da ASL BARI – SISP, il sindaco provvede ad emanare l’ordinanza contingibile e urgente.

AMIU Puglia S.p.A., a seguito del sopralluogo, provvede alla predisposizione di apposito preventivo di spesa per l’esecuzione degli interventi in danno del soggetto inadempiente, finalizzati al ripristino delle richiamate condizioni igienico-sanitarie e ambientali nell’unità abitativa.

Il Tribunale Ordinario di Bari (Volontaria Giurisdizione), la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari e l’Ordine degli Avvocati di Bari, possono essere coinvolti nel procedimento a seguito di specifiche istanze da parte della Polizia Locale, dei Servizi sociali del Municipio territorialmente competente e/o dell’Amministratore di Sostegno/Tutore.

Le modalità attuative dell’accordo vengono specificate all’articolo 3 del protocollo, che individua le possibili casistiche e i relativi protocolli operativi.

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