Gli spazi verdi a Bari sono riconosciuti come un patrimonio urbano prezioso: luoghi di svago, socialità e benessere per famiglie, studenti, sportivi e chiunque cerchi un po’ di respiro all’aria aperta. Parco 2 Giugno, Parco Rossani e Pineta San Francesco rappresentano gli ambiti più estesi e frequentati, ma la città nel suo complesso mostra segnali contrastanti quando si parla di verde urbano: ci sono realtà significative, ma spesso la manutenzione, la cura e l’estensione complessiva faticano a tenere il passo con le esigenze di una grande città.
Il Parco 2 Giugno è uno degli spazi più amati dai baresi: si estende per circa 52.000 metri quadrati, con prati, alberi, laghetti, aree sportive e percorsi per jogging e picnic, ed è un punto di incontro per tante attività ricreative nel cuore del quartiere Carrassi. A pochi chilometri dal centro, nel quartiere di San Girolamo, la Pineta San Francesco alla Rena offre percorsi di jogging, aree giochi, zone attrezzate per picnic e spazi naturalistici, diventando un’importante oasi urbana per momenti di relax e attività fisica, anche se il degrado non manca, con alcuni cittadini che spesso utilizzano le aree picnic per feste improvvisate, lasciando sul posto i rifiuti. Un esempio più recente di rigenerazione è il Parco Rossani, riqualificato su una superficie di circa 30.000 metri quadrati nei quartieri Carrassi e San Pasquale: nato da un’ex area militare, oggi ospita spazi multifunzionali, percorsi e piazzette in cui la natura convive con l’uso urbano.
Non mancano giardini storici nel centro urbano, come il Giardino di Piazza Garibaldi o i Giardini Isabella d’Aragona accanto al Castello normanno‑svevo, che offrono ai residenti pause verdi anche nel tessuto più compatto della città. Tuttavia, se ci si spoglia di singole aree e si guarda alla quantità complessiva di verde per abitante, la fotografia non è tra le più generose rispetto ad altri capoluoghi italiani. Secondo i dati più recenti sull’ambiente urbano, nelle metropoli italiane la disponibilità media di aree verdi accessibili è di circa 20,1 m² per abitante, mentre per città del Sud e delle isole lo standard scende considerevolmente. In questo contesto, Bari si colloca sotto la soglia dei 9 m² di verde urbano fruibile per abitante, un dato tra i più bassi tra i capoluoghi di città metropolitana, simile a realtà come Messina e Catania.
Il confronto con altre città italiane è rivelatore: molte capoluoghi dispongono di un verde urbano più consistente per cittadino, con città del Nord e del Centro che spesso superano i 20‑30 m² pro capite. Questo significa che, nonostante Bari abbia grandi parchi e aree ben utilizzate, la distribuzione complessiva degli spazi verdi risulta meno capillare e meno adeguata alla densità urbana di oltre 300 mila abitanti. Per residenti e associazioni locali, questo si traduce in una maggiore pressione su spazi come il Parco 2 Giugno o la Pineta di San Francesco, dove nei fine settimana e nelle belle stagioni si concentra gran parte delle attività all’aperto.
Negli ultimi anni il Comune ha avviato progetti e regolamenti per valorizzare e aumentare il verde urbano: nuove piantumazioni, regolamenti per tutelare le aree esistenti e interventi di greening stradale sono stati messi in campo per aumentare la qualità e la fruibilità del verde cittadino, inclusi nuovi alberi lungo vie principali e aree come Largo 2 Giugno e via Dante.
Il confronto con altre grandi città italiane dimostra l’importanza di pensare agli spazi verdi non solo come aree isolate, ma come rete integrata di parchi, giardini e corridoi verdi. Solo così una città come Bari, con una popolazione significativa e in crescita, potrà offrire una qualità della vita più alta, con spazi di socialità, benessere psicofisico e relazione con la natura accessibili a tutti.