Le indagini sull’assalto ai portavalori lungo la strada statale 613 Brindisi-Lecce continuano senza sosta, mentre emergono nuovi dettagli sulla fuga dei banditi. Nelle scorse ore i carabinieri hanno rinvenuto una Jeep Compass utilizzata durante la rapina, abbandonata nei pressi del cimitero di San Pietro Vernotico, a circa dieci chilometri dal luogo dell’assalto dove erano stati bloccati i due portavalori con una cassaforte contenente 5,9 milioni di euro.
Le indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Lecce, vedono impegnati anche i reparti speciali dell’Arma, con i “Falconieri d’Aspronte” a supporto dei “Cacciatori di Puglia” e delle attività dei comandi provinciali di Brindisi e Lecce. L’obiettivo è ricostruire tutti i movimenti della banda e individuare eventuali altri complici.
Nel frattempo, restano in carcere Giuseppe Iannelli, 39 anni, e Giuseppe Russo, 61 anni, ritenuti membri del commando. Sono accusati di reati gravissimi: “tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso, associazione di stampo mafioso, danneggiamento seguito da incendio, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate, tentato omicidio aggravato dai motivi abietti, rapina aggravata, estorsione, porto e detenzione di armi da guerra, armi comuni e materiale esplodente”.
Lunedì scorso i militari avevano già rinvenuto e sequestrato un primo veicolo usato dalla banda, fondamentale per ricostruire la dinamica della fuga e rafforzare le prove a carico degli indagati. Le ricerche proseguono per completare il quadro investigativo e garantire che tutti i responsabili rispondano davanti alla giustizia.