L’Italia deve “accelerare” sul tema dell’accesso dei minori ai social network e non restare “spettatrice” mentre altri Paesi adottano misure restrittive. A dirlo è Simona Malpezzi, vicepresidente della Commissione bicamerale per l’infanzia e l’adolescenza, commentando le recenti decisioni della Spagna, che ha annunciato un pacchetto di interventi per vietare l’accesso alle piattaforme ai minori di 16 anni, introducendo sistemi di verifica dell’età e maggiori responsabilità per le piattaforme digitali.
Secondo Malpezzi, dopo l’Australia e la Francia – che ha avviato la procedura accelerata per rendere operativo il divieto già dal prossimo settembre – anche Madrid riconosce che la questione rappresenta “una vera emergenza sociale e sanitaria”. La parlamentare ha richiamato i rischi per la salute psicofisica e lo sviluppo di bambini e adolescenti, esposti, a suo avviso, alla pressione degli algoritmi e a contenuti violenti, d’odio o disinformativi.
Nel suo intervento, Malpezzi ha sottolineato come in Italia sia in discussione un disegno di legge bipartisan, costruito anche in dialogo con la Commissione europea per evitare procedure di infrazione e rafforzare il ruolo dei genitori, ma attualmente fermo al Senato. “Manca il parere del Governo sugli emendamenti e tutto resta bloccato”, ha affermato, esprimendo preoccupazione per lo stallo del provvedimento. La vicepresidente della Commissione Infanzia ha infine invitato a un’assunzione di responsabilità politica immediata, sostenendo che il Paese avrebbe potuto essere tra i pionieri in Europa sul tema della tutela dei minori online e che un ulteriore rallentamento rischia di far perdere questa opportunità.
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