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Cancro uroteliale avanzato, in Italia disponibile nuova terapia

Lo studio

Pubblicato da: redazione | Ven, 13 Febbraio 2026 - 14:00
Foto Freepik

È disponibile in Italia una nuova opzione terapeutica di prima linea per i pazienti con carcinoma uroteliale localmente avanzato o metastatico. La combinazione di enfortumab vedotin e pembrolizumab viene indicata dagli specialisti come un cambiamento rilevante rispetto allo standard basato sulla sola chemioterapia.

A illustrarne il funzionamento è Roberto Iacovelli, professore associato di Oncologia medica all’Università Cattolica del Sacro Cuore e al Policlinico Gemelli di Roma. Enfortumab vedotin è un anticorpo farmaco-coniugato che trasporta un chemioterapico direttamente all’interno delle cellule tumorali legandosi alla Nectina-4, una proteina particolarmente espressa nei tumori uroteliali. Pembrolizumab, invece, agisce sul sistema immunitario, riattivando la capacità di riconoscere e colpire le cellule malate. L’azione combinata dei due farmaci mira a colpire il tumore su due fronti, con un approccio definito dagli oncologi “sinergico”.

I dati di sicurezza emergono dallo studio EV-302, che ha mostrato un profilo sovrapponibile a quello già osservato nello studio EV-103. Gli eventi avversi di grado elevato più frequenti sono stati rash cutaneo, iperglicemia, neutropenia, neuropatia sensoriale periferica, diarrea e anemia, senza l’emersione di nuovi segnali di rischio. Nel corso dello studio, circa il 30% dei pazienti ha completato la fase chemioterapica per poi proseguire con una terapia di mantenimento a base di avelumab, in linea con la pratica clinica attuale.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine. Patrizia Giannatempo, oncologa dell’Istituto nazionale tumori di Milano, ha sottolineato che il follow-up a lungo termine conferma benefici duraturi: oltre il 74% dei pazienti che ha ottenuto una risposta completa continua a mantenere il risultato a due anni dall’inizio del trattamento. Secondo la specialista, nelle persone che rispondono pienamente alla terapia la progressione della malattia tende a manifestarsi dopo intervalli più lunghi.

Sulla base delle evidenze scientifiche, le principali linee guida internazionali, tra cui quelle della European Society for Medical Oncology (Esmo) e della European Association of Urology (Eau), hanno già inserito l’associazione enfortumab vedotin-pembrolizumab come prima scelta per il trattamento di prima linea del carcinoma uroteliale avanzato o metastatico.

Foto Freepik

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