Andrà in scena mercoledì 4 marzo alle 20.30, al teatro Abeliano di Bari, l’opera di teatro sociale “Invisibili – Una luce sulle malattie rare”, scritta da Giovanni Rotolo e organizzata dalla Fondazione Nikolaos ets e dall’Opera Pia Maria SS. del Carmine aps, in collaborazione con l’associazione Help4Kids ets.
L’iniziativa è stata presentata negli scorsi giorni a Palazzo di Città alla presenza, tra gli altri, del presidente della Fondazione Nikolaos Vito Giordano Cardone, del direttore generale dell’Opera Pia Maria SS. del Carmine Giuseppe Mele, del consigliere delegato del sindaco per Sport e Salute, del professore Francesco Fischetti, della consigliera delegata alle Relazioni con le realtà locali impegnate nelle politiche giovanili, dell’autore Giovanni Rotolo e del presidente di Help4Kids Filippo Adessi.
Lo spettacolo si inserisce nella settimana mondiale dedicata alle malattie rare e intende accendere i riflettori su una realtà che in Italia riguarda oltre un milione di persone, spesso costrette a convivere con diagnosi tardive o con l’assenza di terapie. Attraverso una narrazione che intreccia tre storie di vita – quella di Martina, alle prese con un disturbo senza nome; di Mirko, giovane medico con osteogenesi imperfetta; e di Carlo, caregiver del fratello Alessandro – la pièce porta in scena le difficoltà di pazienti e famiglie, denunciando le criticità del sistema sanitario e le lacune nell’assistenza. Sul palco, insieme allo stesso Rotolo, gli attori Marco Carnevali, Giorgia Di Blasio e Mimmo Linsalata.
“Come Fondazione Nikolaos abbiamo avviato una collaborazione con Opera Pia e con il Comune di Bari per portare avanti un progetto che punta a costruire una rete tra le diverse associazioni – ha detto Vito Giordano Cardone – con l’obiettivo di offrire un sostegno concreto alle persone con disabilità, favorendone l’inclusione nella vita sociale e nel mondo del lavoro. Abbiamo scelto di promuovere questo spettacolo perché crediamo sia fondamentale dare visibilità a chi spesso resta invisibile. Il nostro impegno è offrire un supporto reale, dalla ricerca all’assistenza e ai servizi”.
“La nostra realtà opera fin dai primi anni dell’Ottocento ed è da sempre attenta ai bisogni delle persone più fragili – ha continuato Giuseppe Mele – Abbiamo accolto con convinzione la collaborazione con la Fondazione Nikolaos perché crediamo che, insieme, sia possibile affrontare in modo più efficace le tematiche legate alla disabilità. La nostra missione si fonda sull’educazione e sui servizi socio-assistenziali, con un’attenzione particolare alla prevenzione e alla sensibilizzazione delle famiglie fin dalla prima infanzia”. “Quest’opera nasce dal desiderio di fare luce su storie che troppo spesso restano nell’ombra – ha spiegato Giovanni Rotolo – La scrittura è stata ispirata da più esperienze reali, tra cui quella di Cesare Zambon, e dal lavoro di divulgazione portato avanti da sua madre Valentina Mastroianni. Raccontiamo tre storie diverse per affrontare il tema delle malattie rare, della cura e dei caregiver. Il messaggio è semplice: i diritti di una minoranza sono i diritti di tutti e le cose cambiano solo quando cambia lo sguardo collettivo. Il teatro, come rito condiviso, diventa così uno spazio in cui riconoscerci parte della stessa umanità”.
“Arte e sport non sono solo veicoli di messaggi, ma strumenti concreti di intervento – ha concluso Francesco Fischetti – Nel lavoro universitario e di ricerca ci confrontiamo spesso con malattie rare e condizioni invisibili, secondo il modello biopsicosociale indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Quando manca una diagnosi, l’impatto riguarda l’intero sistema familiare e sociale: in questo contesto arte e sport diventano un reale supporto terapeutico. Per questo iniziative come questa vanno sostenute non solo sul piano del messaggio, ma anche dell’operatività e dell’impegno concreto.”