I cancelli chiusi con le catene, ieri, hanno acceso l’allarme tra i lavoratori della Brovedani, che oggi si sono radunati davanti allo stabilimento per protestare contro quella che considerano una manovra inaccettabile. A denunciare l’accaduto sono state le segreterie provinciali di Fim Cisl e Fiom Cgil Bari, in una nota congiunta in cui ricostruiscono quanto avvenuto nelle ultime ore.
Secondo quanto riportato dai sindacati, ieri i cancelli dell’azienda sono stati chiusi con le catene, impedendo il regolare accesso allo stabilimento. Un gesto che ha immediatamente mobilitato i lavoratori, mentre nella stessa giornata erano state segnalate attività di movimentazione e prelievo di materiale considerato di primaria importanza, in particolare prodotto finito pronto per la vendita.
Questa mattina, dopo diversi tentativi di mettersi in contatto con qualcuno dell’azienda, i sindacati sono riusciti a parlare con l’amministratore delegato, che ha spiegato il trasferimento dei pezzi finiti come una necessità legata alla volontà di consegnare lotti di produzione validi al cliente. Un cliente che, secondo quanto dichiarato dallo stesso amministratore delegato, starebbe mettendo in discussione gli ordinativi e le commesse, comprese quelle già acquisite.
“Questo fatto ci preoccupa tantissimo perché il sito di Bari è mono committente, per cui si aggraverebbe ulteriormente la situazione occupazionale che, a oggi, vede i lavoratori in ammortizzatori sociali da oltre due anni, e l’uso di questi strumenti di sostegno al reddito è prossimo alla scadenza”.
Le due sigle sindacali ritengono “inaccettabile il comportamento dell’azienda per non aver informato tempestivamente le Rsu e le segreterie territoriali di questa grave situazione di cui riteniamo indispensabile il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali che seguono questa situazione con apprensione da tempo”.
Fim Cisl e Fiom Cgil chiedono ora alla Brovedani di “rimuovere le loro catene dai cancelli, di permettere un monitoraggio attivo delle attività svolte in questo periodo, e la convocazione di un incontro chiarificatore con le organizzazioni sindacali per discutere le prospettive industriali del sito di Bari”.
(Foto Ansa)