Due punti dalla vetta, conquistati sul campo della capolista e senza diversi titolari a disposizione. Il Bari continua il suo percorso di crescita nel torneo di C con un mix di sofferenza e concretezza che, partita dopo partita, sta diventando quasi un marchio di fabbrica. Sul campo del Sorrento, reduce da cinque vittorie di fila, i biancorossi hanno trovato una vittoria pesante firmata dalle reti di Mantovani e Butic, con il momentaneo pareggio di Starita a complicare, ma non a spezzare, la serata degli uomini di Rastelli.
Una prestazione tutt’altro che perfetta sul piano del gioco: la manovra fatica ancora a scorrere con fluidità, il baricentro tende ad abbassarsi e l’intensità non è sempre costante lungo i novanta minuti. Anche alcuni singoli, va detto, non sono ancora al livello del loro reale potenziale. A fare la differenza, però, sono state alcune individualità che in questo avvio di campionato si stanno confermando decisive, a partire da Karlo Butic e Darboe.
L’attaccante croato, in attesa che Gomez ritrovi il gol e superi qualche fastidio fisico, si è preso ancora una volta la scena. Sua la rete che ha risolto una gara tesa fino all’ultimo, esultata con un urlo liberatorio condiviso con i compagni dopo 85 minuti di tensione. Un gol pesante, arrivato alla quinta presenza da titolare stagionale e oltre 406 minuti complessivi in campo, che ha evitato al Bari un pareggio che, sia sul piano della classifica sia su quello della tenuta psicologica del gruppo, avrebbe rischiato di lasciare l’amaro in bocca dopo una gara in cui il colpaccio sembrava alla portata.
Accanto a Butic, a prendersi i riflettori è stato anche il centrocampo, e in particolare Ebrima Darboe, che partita dopo partita sta mostrando qualità superiori alla categoria. Un rendimento che acquista ancora più valore se si ripercorre quanto vissuto dal centrocampista gambiano nell’ultimo anno e mezzo. Il Bari aveva scelto di puntare su di lui nell’estate del 2025, acquistandolo a titolo definitivo nel tentativo di rilanciare un giocatore le cui qualità non erano mai state messe in discussione. L’ostacolo, ancora una volta, era stato il fisico.
La stagione successiva si era trasformata presto in un calvario. Nella gara contro il Cesena del 2 novembre, dopo appena 17 minuti, Darboe era stato costretto a fermarsi per un nuovo problema muscolare: gli esami avevano evidenziato una lesione di alto grado del retto femorale della coscia destra. Uno stop che sembrava circoscritto aveva finito per condizionare l’intera annata, tra recupero complicato e nuovi intoppi fisici, fino a chiudere il campionato con appena sei presenze e 239 minuti complessivi.
Nel frattempo il Bari era retrocesso e, durante l’estate, la permanenza del gambiano non era affatto scontata. La società e lo staff tecnico, però, erano consapevoli di quanto un Darboe fisicamente integro potesse rappresentare un patrimonio tecnico difficile da replicare in Serie C. Da qui la scelta di una gestione iniziale prudente, pensata per restituirgli minuti senza forzare i tempi di recupero. Settimana dopo settimana, il centrocampista è cresciuto, fino a rendere sempre più concreta quella che inizialmente sembrava soltanto una scommessa: quando sta bene, Darboe sembra davvero avere poco a che fare con questa categoria.
Tra le note positive impossibile non citare Cerofolini, ormai una certezza tra i pali, così come Mantovani sta vestendo sempre più i panni del leader. Tuttavia, la compagine di Rastelli presenta ancora evidenti lacune nell’organizzazione del gioco e nello sfruttamento delle corsie laterali. Ma il tempo per migliorare c’è.