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Desertificazione bancaria, in Puglia chiusi 159 sportelli in cinque anni

Oltre 176mila pugliesi vivono in territori senza filiali, il report

Pubblicato da: redazione | Ven, 7 Agosto 2026 - 15:09
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La desertificazione bancaria avanza anche in Puglia, dove quasi nove cittadini su dieci si dichiarano insoddisfatti per la riduzione o la chiusura delle filiali nel territorio in cui vivono. È quanto emerge dal terzo rapporto Uilca sulla desertificazione bancaria, che fotografa gli effetti della scomparsa degli sportelli su persone, economia locale e tenuta sociale dei territori. In Puglia l’indice di insoddisfazione raggiunge il 90,8%. Per otto persone su dieci, inoltre, la presenza di un bancomat non basta a sostituire il rapporto umano con una filiale fisica.

Dal 2020 al 2025 i comuni pugliesi serviti da banche sono diminuiti del 9,1%, passando da 208 a 189. Nello stesso periodo le filiali sono scese da 1.055 a 896, con un calo del 15,1%. In media, secondo Uilca, ogni mese sono stati chiusi 2,7 sportelli bancari. Oggi sono 176.531 i cittadini pugliesi che vivono in comuni privi di sportelli. “La desertificazione bancaria non è un luogo comune, ma un tema concreto e noto all’opinione pubblica, i cui molteplici effetti negativi si riversano sul tessuto sociale ed economico del Paese: dall’aumento delle truffe online allo spopolamento dei territori, fino al rischio di usura e riciclaggio. Dietro ogni sportello chiuso c’è un anziano che non sa più come prelevare la pensione, un piccolo imprenditore costretto a percorrere chilometri per gestire le proprie finanze, una famiglia che perde un presidio di fiducia”, commenta il segretario generale Uilca, Fulvio Furlan.

Il rapporto 2025 introduce anche tre focus specifici: spopolamento, truffe informatiche e rischio usura. In Puglia, per l’84,3% degli intervistati la chiusura delle filiali rappresenta un fattore di marginalizzazione del territorio. Per l’81,8% la scomparsa degli sportelli contribuisce al diffondersi dell’usura. Per l’89,7%, invece, la riduzione dell’assistenza bancaria “umana” incide sulla capacità dei cittadini di difendersi dalle truffe informatiche. “La Puglia non può rimanere indifferente di fronte alla desertificazione bancaria: la chiusura degli sportelli aumenta disuguaglianze, spopolamento e vulnerabilità sociale. È necessario costruire una strategia regionale condivisa, per garantire servizi, inclusione finanziaria e sviluppo dei territori”, dichiara il segretario generale Uilca Puglia, Gianni Putignano.

Secondo il rapporto, la prossimità di una filiale continua ad avere un peso rilevante nelle scelte economiche e nella qualità della vita dei cittadini. Per l’82,1% degli intervistati la presenza di una banca vicina incide molto o abbastanza sulla propensione a investire. Per l’80,4% la banca fisica resta un luogo utile per ricevere supporto e assistenza. Per il 62,4%, infine, la presenza di una filiale influisce sulla scelta di vivere o meno in un territorio. “È un bene che oggi ci sia una più ampia consapevolezza sull’entità del problema, ma c’è ancora molto da fare. In primo luogo, è indispensabile che in ogni Regione, come già avvenuto in alcune, sia avviato un Osservatorio con la partecipazione delle parti politiche, dei Sindacati, di Abi e delle banche per monitorare il fenomeno e intervenire in anticipo laddove si voglia procedere a una nuova chiusura, che lascerebbe senza filiali il territorio in questione. Proseguiremo con determinazione la nostra battaglia: la banca deve recuperare e rafforzare il proprio ruolo sociale, mettendo al centro le persone. In questo scenario, il risiko bancario deve rispondere a obiettivi industriali di lungo periodo, così da tutelare l’occupazione ed evitare l’aggravio del problema”, conclude Furlan. L’indagine demoscopica è stata condotta dall’istituto di ricerca Lab21.01 con metodologia Cati, tramite interviste telefoniche, e Cawi, tramite interviste web.

Dal rapporto emerge anche una maggiore consapevolezza del fenomeno. Il 60,9% degli intervistati dichiara di aver acquisito informazioni attraverso i media, il 39,3% tramite passaparola o confronto con parenti e amici, il 32,6% attraverso l’esperienza personale legata alla chiusura o riduzione dei servizi della propria filiale e il 9,7% grazie alle campagne di sensibilizzazione o alle iniziative promosse da Uilca. Il quadro tracciato dal sindacato rilancia quindi la richiesta di Osservatori regionali e di una strategia di lungo periodo per tutelare persone, territori e occupazione, soprattutto nelle aree dove la chiusura degli sportelli rischia di aggravare isolamento, fragilità economica e difficoltà di accesso ai servizi.

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