Grazie all’impiego di risorse rivenienti dall’imposta di soggiorno, la ripartizione Culture, Religioni, Pari opportunità, Comunicazione, Marketing territoriale e Sport ha affidato a IPOGEA – società cooperativa di produzione e lavoro i servizi integrati finalizzati alla predisposizione del dossier di candidatura del culto nicolaiano al riconoscimento UNESCO di patrimonio culturale immateriale dell’umanità.
Come noto, si tratta di un obiettivo che l’amministrazione comunale ha inserito tra le proprie priorità di mandato: nelle Linee programmatiche 2024-2029 si prevede infatti la costruzione di una candidatura internazionale “Culto nicolaiano patrimonio dell’Unesco” sostenuta dai Paesi di tradizione cristiana. La candidatura è inoltre inserita nel Documento unico di programmazione 2026-2028 nell’ambito dell’obiettivo strategico “Destinazione turistica culturale”.
Il percorso delineato dal Comune non riguarda esclusivamente la preparazione tecnica del dossier, ma punta a costruire attorno alla candidatura un programma organico di conoscenza, documentazione e valorizzazione del patrimonio immateriale legato a San Nicola, coinvolgendo la rete internazionale delle comunità che ne condividono il culto.
“La candidatura del culto nicolaiano a patrimonio culturale immateriale dell’umanità UNESCO è uno degli obiettivi qualificanti del nostro programma di governo – commenta il sindaco Vito Leccese – e ora entriamo nella fase operativa di un percorso che costruiremo attraverso il coinvolgimento delle comunità. Non si tratta soltanto di predisporre un dossier, infatti, ma di mettere a sistema un patrimonio complesso fatto di riti, tradizioni, devozione, racconti, pratiche e relazioni che da secoli vedono Bari al centro di una straordinaria comunità che supera i confini nazionali. Vogliamo raccontare e valorizzare questa dimensione al contempo spirituale e materiale nella sua complessità, rafforzando la rete internazionale delle città nicolaiane e facendo di San Nicola, ancora una volta, un elemento di incontro tra culture e tradizioni diverse. In un mondo sempre più segnato da conflitti, violenze e smanie di onnipotenza, il messaggio di pace e di dialogo del nostro santo patrono rappresenta la condizione necessaria per immaginare ogni idea di futuro”.
“La candidatura nasce da una riflessione avviata da tempo insieme ai Padri Domenicani, custodi della Basilica Pontificia e del culto nicolaiano sul nostro territorio – ricorda l’assessora alle Culture Paola Romano -. L’obiettivo è duplice: tutelare un patrimonio che appartiene alla città e, al tempo stesso, costruire ponti istituzionali con altre città del mondo nel nome di San Nicola, dell’ecumenismo e della pace. Per questo, con la Basilica Pontificia San Nicola e l’Arcidiocesi, a breve daremo avvio alla costituzione del comitato promotore, insieme a Regione Puglia, agli enti di ricerca e alle tante realtà – grandi e piccole – che custodiscono il patrimonio immateriale nicolaiano. I prossimi due anni, con il coinvolgimento della comunità locale, saranno dedicati alla ricerca e alla documentazione, alla mappatura di questo patrimonio, e alla costruzione di una rete internazionale, attraverso la scelta delle città con cui presentare la candidatura e avviare scambi culturali. Un lavoro che dovrà restituire la ricchezza e la vitalità di un culto che non appartiene soltanto alla storia di Bari ma vive nelle pratiche, nei riti e nelle relazioni di una comunità ben più ampia, capace di attraversare Paesi, culture e confessioni. Il percorso prende avvio da Bari per costruire una candidatura capace di rappresentare la dimensione viva, partecipata e transnazionale del culto nicolaiano, valorizzando il ruolo storico della città quale luogo di incontro tra tradizioni differenti”.
“È un grande onore mettersi al servizio di quella che appare fin da subito una sfida necessaria – dichiarano Pietro Laureano, Rossella Tarantino e Paolo Verri del Team Ipogea -. San Nicola è già patrimonio mondiale, conosciuto e presente in ogni parte del globo. Il nostro obiettivo è creare progettazioni di lungo periodo e connessioni costanti tra le varie parti del pianeta che lo venerano. Per Bari essere il centro esplicito di questa rete più che una opportunità è un dovere. Un progetto che sottoporremo all’UNESCO con grande spirito di servizio e anche di innovazione”.
Tra le attività previste per la costruzione del dossier figurano, in particolare, il supporto alle procedure per l’inserimento del culto nicolaiano nell’inventario nazionale del patrimonio immateriale, la creazione di una rete transnazionale di città legate al culto di San Nicola e la realizzazione di una mappatura internazionale e locale del culto nicolaiano, accompagnata dal relativo coordinamento scientifico.
Un altro asse di lavoro è il rafforzamento della consapevolezza della comunità barese sui valori del culto nicolaiano, da favorire attraverso un programma di animazione territoriale. Il progetto prevede inoltre l’ideazione di due forum internazionali collegati ai due principali periodi delle festività nicolaiane, maggio e dicembre, e a programmi di iniziative culturali correlate. Al termine sarà predisposto il dossier completo di candidatura e il supporto alla sua presentazione.
Questo lavoro si inserisce nella più ampia strategia già definita dall’amministrazione per rafforzare la dimensione internazionale di Bari attraverso San Nicola: il Documento di indirizzo sull’utilizzo della tassa di soggiorno per la promozione turistica della città di Bari 2025-2027 individua infatti nella valorizzazione del culto nicolaiano e nella candidatura UNESCO uno degli strumenti per rafforzare la riconoscibilità internazionale del capoluogo pugliese, valorizzare il pellegrinaggio come esperienza culturale e spirituale e consolidare il ruolo di Bari come ponte tra Europa e Mediterraneo.
Nello stesso documento sono indicate alcune delle direttrici attraverso cui sviluppare il percorso: la costituzione di un Comitato promotore interistituzionale composto da Comune di Bari, Basilica Pontificia di San Nicola, Ministero della Cultura, Regione Puglia, da Università, enti di ricerca, esperti UNESCO, associazioni culturali e comunità locali e internazionali legate al culto; la redazione del dossier secondo i criteri della Convenzione UNESCO del 2003; la mappatura partecipata del patrimonio immateriale nicolaiano; l’ideazione di campagne di comunicazione e sensibilizzazione; la stipula di gemellaggi e cooperazioni internazionali; la realizzazione di itinerari tematici e installazioni narrative.
La scelta di utilizzare una parte delle risorse dell’imposta di soggiorno per questo percorso si colloca quindi appieno nella strategia di valorizzazione turistica e culturale definita dall’amministrazione.