Al momento il dato è ignoto, ma è possibile che nella provincia di Bari non ci sarà alcuna scuola che dovrà fare i conti con i limiti alla presenza di stranieri che non parlano l’italiano per classe previsti dal decreto approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Lo riferiscono dall’Ufficio scolastico provinciale. “Stabilirlo adesso è complicato – dichiarano dall’Usp – ma si può presuppore che sarà difficile trovare qualche scuola con la presenza del 30% di studenti stranieri che non parlano italiano a Bari. Tra l’altro, occorre ancora capire in che modo bisognerà stabilire se parlino italiano o meno. E’ un livello più approfondito da determinare che non è facile da stabilire. Inoltre, le scuole si attivano spontaneamente già ora quando si tratta di un alunno che non parla italiano”.
“Credo che in Puglia le norme del nuovo decreto scuola, almeno quella della soglia del 30% di alunni stranieri con difficoltà linguistiche, le applicheremo molto poco, perché qui questo limite non viene raggiunto se non, forse, in qualche scuola del Foggiano”. Lo dichiara il presidente regionale dell’Associazione nazionale presidi, Roberto Romito, interpellato dall’ANSA sul testo approvato ieri dal Consiglio dei Ministri. “In Puglia – spiega Romito – il fenomeno è meno radicato che altrove, abbiamo complessivamente circa il 4,7%-5% di alunni stranieri, rispetto alla media nazionale del 14% e quindi credo che il decreto non inciderà molto sulla attuale situazione”. Il rappresentante dei presidi è comunque cauto nel commentare un testo “che ancora non si conosce, girano bozze ufficiose ma bisogna attendere quello definitivo”. Le norme, ritiene Romito, “si applicheranno comunque dall’anno scolastico 2027/2028 e quindi se ne dovrà tenere conto tra febbraio e marzo, al momento della formazione delle prime classi dopo la chiusura delle iscrizioni”. In ogni caso, secondo Romito, “è una norma ancora tutta da costruire se si pensa alla parte che riguarda il potenziamento delle capacità linguistiche degli studenti e anche delle famiglie. Su questo, forse, sarebbe logico intervenire già quest’anno”. Il presidente dell’Anp Puglia evidenzia, infine, che “prima e al di là del decreto, i dirigenti scolastici li esortiamo sempre a formare classi con criteri di grande equilibrio, perché non c’è solo l’eventuale scompenso linguistico a incidere. Sono infatti diversi i fattori in grado di incidere sull’equilibrio di un gruppo classe, e la differenza linguistica tra gli alunni – se non colmata – è sicuramente uno di questi, anche se non l’unico”.