La Giunta regionale pugliese ha approvato la delibera che avvia la Fase 2 del Piano sperimentale per l’abbattimento delle liste d’attesa. Il provvedimento riguarda il recupero delle prestazioni ambulatoriali prenotate oltre i valori soglia, con particolare attenzione alle classi di priorità U e B. La nuova fase arriva dopo la sperimentazione avviata il primo febbraio con il recall attivo degli assistiti in lista. L’obiettivo iniziale era fissato a 124.320 prestazioni, tra specialistica ambulatoriale, day service e ricoveri programmati in classe A.
Secondo il monitoraggio regionale, al termine della fase sperimentale conclusa il 30 giugno, sono state richiamate 231.435 persone e recuperate 157.176 prestazioni, superando il target previsto. Il recall ha consentito anche di “pulire” le liste, eliminando prenotazioni non più clinicamente necessarie, duplicate o già eseguite in altri regimi. Con la delibera approvata, la Regione recepisce l’intesa sancita in Conferenza Stato-Regioni sul Piano nazionale di governo delle liste d’attesa 2026-2028, approva le disposizioni regionali valide fino al 31 dicembre 2026 e assegna il finanziamento per le prestazioni aggiuntive da attivare.
Le aziende e gli enti del sistema sanitario regionale dovranno adottare entro il 14 settembre il proprio Piano aziendale di recupero delle liste d’attesa, che resterà valido fino al 31 dicembre 2026. Le prime azioni riguarderanno l’organizzazione e la stabilizzazione delle funzioni di recall, comprese le misure per prevenire i “no show”, cioè gli appuntamenti non rispettati. Gli assistiti saranno verificati nei giorni precedenti, così da liberare gli slot in caso di indisponibilità e rimettere in circolo le disponibilità.
Entro il 14 settembre le aziende dovranno anche definire il target di recupero delle prenotazioni fuori soglia, dando priorità alle classi U e B e ai ricoveri in classe A. Dovranno inoltre programmare interventi per migliorare i tempi delle nuove prescrizioni, soprattutto per le prestazioni più critiche per volumi e mancato rispetto delle garanzie. Nel piano sono confermati i tempi massimi per le prestazioni di primo accesso: 72 ore per la classe U, 10 giorni per la B, 30 giorni per le visite e 60 giorni per la diagnostica in classe D, 120 giorni per la classe P.
Per i ricoveri programmati, invece, i tempi massimi saranno di 30 giorni per la classe A, 60 per la B, 180 per la C e dodici mesi per la D. Prevista anche l’introduzione sperimentale dei Rao per i ricoveri e il calcolo dell’attesa dalla data di accettazione consapevole dell’assistito. Un capitolo specifico riguarda i pazienti cronici, oncologici e fragili. Le aziende dovranno individuare percorsi facilitati di accesso agli approfondimenti diagnostici per pazienti con patologia oncologica sospetta o accertata, malattia rara o condizioni di fragilità. Le visite di controllo e le prestazioni necessarie al monitoraggio dovranno essere prenotate direttamente dallo specialista che ha in carico il paziente, tramite agende interne dedicate. Per le prestazioni associate al codice di esenzione 048, esclusivamente correlate alla patologia oncologica riscontrata, è prevista la presa in carico totale senza passare dal Cup.
La delibera istituisce anche un Tavolo regionale sull’appropriatezza prescrittiva, coordinato da AReSS Puglia e dal Dipartimento Salute e Benessere, che dovrà insediarsi entro il 21 settembre. Il tavolo avrà il compito di analizzare i dati, valutare l’omogeneità nell’attribuzione dei codici di priorità, proporre indirizzi regionali, definire modalità di ritorno informativo ai prescrittori, audit clinici e programmi di formazione. Sul fronte dei controlli in fase di prescrizione, sono confermati i blocchi già operativi nel sistema informativo sanitario territoriale: dalle prescrizioni ripetute a quelle di controllo che non possono essere associate a classi di priorità, fino alle prescrizioni con esenzione non coerente con la patologia di riferimento.
Tra le novità c’è anche la scadenza delle ricette urgenti e brevi. Le ricette con codice U, da eseguire entro 72 ore, perderanno validità dopo 5 giorni dalla prescrizione; quelle con codice B, da eseguire entro 10 giorni, scadranno dopo 15 giorni. Per sostenere le prestazioni aggiuntive, il finanziamento assegnato ammonta a 20 milioni di euro, ripartiti tra le province sulla base della popolazione residente rilevata dall’Istat. Le risorse potranno essere utilizzate fino al 31 dicembre 2026 e rappresentano il limite massimo di spesa consentito a ciascuna azienda ed ente.
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