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Fermato con missili da guerra al porto di Bari, la difesa: “Trasporto autorizzato”

Il 46enne resta in carcere

Pubblicato da: redazione | Gio, 27 Agosto 2026 - 15:14
procura bari tribunale

Sarebbe stata autorizzata dal ministero della Difesa francese l’operazione di trasporto dei quattro missili intercettati lo scorso 7 giugno dalla Guardia di finanza nel porto di Bari. È quanto sostiene l’avvocato Fabio Schino, difensore di Régis Claude Albert Romand, 46enne francese detenuto da oltre due mesi con l’accusa di aver introdotto in Italia, senza autorizzazione, missili da guerra. Il legale, in una nuova nota, ribadisce la “totale estraneità” del proprio assistito alle condotte contestate e sostiene che la regolarità “dell’intera operazione” sarebbe comprovata da una licenza individuale di trasferimento rilasciata dal ministero della Difesa francese, valida fino al 26 gennaio 2027.

Secondo la difesa, la licenza autorizzava espressamente il trasferimento temporaneo del materiale verso la Grecia. L’indagine riguarda il trasporto di materiale tecnico connesso a un’attività di collaudo presso la base Nato Namfi di Chania, a Creta, nell’ambito di una partnership industriale tra Mbda France e la società greca Altus Lsa. “L’operazione era finalizzata esclusivamente a test di sviluppo e rientrava in una collaborazione lecita e regolamentata”, spiega il difensore. La difesa contesta anche la natura offensiva del materiale sequestrato. Secondo l’avvocato Schino, si tratterebbe di “modelli funzionali inerti e attrezzature da collaudo, privi di qualsiasi capacità offensiva e tecnicamente inidonei a essere convertiti in ordigni operativi”.

Diversa, al momento, la posizione della Procura. Sulla base dei primi rilievi, gli inquirenti ritengono che quei missili siano classificabili come armi da guerra. Sono però ancora in corso ulteriori accertamenti disposti dalla magistratura per chiarire la natura del materiale, la regolarità della documentazione e le modalità del trasporto. Il 46enne resta detenuto in carcere, mentre la difesa continua a sostenere la legittimità dell’operazione e l’assenza di responsabilità del proprio assistito. La vicenda resta al vaglio dell’autorità giudiziaria.

Foto repertorio

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