Chi paga puntualmente la bolletta dell’acqua non dovrebbe trovarsi senza servizio per colpa di un vicino che non salda le proprie quote. È il paradosso che Adiconsum Puglia porta all’attenzione delle istituzioni, dopo aver raccolto negli ultimi tempi numerose segnalazioni provenienti soprattutto dalle province di Taranto e Brindisi, dove diversi cittadini si sono visti minacciare il distacco della fornitura idrica condominiale pur essendo sempre stati in regola con i pagamenti.
Il problema nasce dalla struttura stessa degli impianti. Nella maggior parte dei condomini la fornitura idrica fa capo a un unico contatore generale, mentre nelle singole abitazioni sono installati sotto-misuratori che registrano i consumi di ciascuna unità. Questo sistema, però, non permette di isolare la posizione dei singoli utenti: così, quando qualcuno non paga, il rischio del distacco finisce per ricadere sull’intero edificio, penalizzando anche chi non ha alcuna colpa.
Adiconsum precisa di non voler colpevolizzare chi non riesce a pagare per difficoltà economiche, situazioni che vanno affrontate con strumenti di sostegno mirati. Ciò che l’associazione ritiene inaccettabile è che le conseguenze della morosità di alcuni si scarichino su tutti gli altri condomini.
Secondo l’associazione, del resto, la strada da seguire è già indicata dalla regolazione nazionale. La delibera ARERA 311/2019/R/idr spinge infatti verso l’individualizzazione dei consumi e la disalimentazione selettiva dei soli utenti morosi: non si tratterebbe quindi di introdurre un principio nuovo, ma di applicare qualcosa che il settore prevede già. Il limite, finora, è stato soprattutto tecnico: negli edifici dotati di impianti tradizionali, isolare le singole utenze risulta spesso impossibile. Ma nel 2026, osserva Adiconsum, con la diffusione della digitalizzazione e dello smart metering, non ci sono più scuse per non passare dalle previsioni normative alla loro applicazione concreta.
Per questo l’associazione chiede ad Acquedotto Pugliese, all’Ente di Governo dell’Ambito e agli altri organi competenti di affrontare in modo definitivo la questione, individuando soluzioni tecniche e organizzative che consentano di identificare con certezza ogni singola utenza, misurare i consumi reali di ciascuna unità immobiliare, stipulare contratti diretti con i singoli utenti e intervenire in modo selettivo nei confronti dei morosi, tutelando chi invece paga regolarmente. Una possibile soluzione, secondo Adiconsum, potrebbe essere la centralizzazione dei misuratori individuali in appositi vani tecnici condominiali accessibili al gestore, sul modello già utilizzato per le forniture di energia elettrica e gas.
Resta il nodo dei costi. Per l’associazione gli interventi di adeguamento degli impianti non dovrebbero ricadere automaticamente sulle famiglie, ma andrebbero previsti piani straordinari di sostegno o fondi dedicati nell’ambito degli investimenti del Servizio Idrico Integrato, trattandosi di interventi utili non solo agli utenti ma anche al gestore stesso.
La tecnologia oggi disponibile, conclude Adiconsum, permette di costruire un sistema più moderno, trasparente ed equo, in cui ogni utenza sia identificabile, i consumi siano misurati correttamente e le responsabilità siano attribuite a chi effettivamente non paga, garantendo comunque le necessarie tutele alle fasce più deboli. È tempo, per l’associazione, di superare un sistema ormai obsoleto, che lega la sorte del singolo cittadino a quella dell’intero condominio.