Calendario scolastico, caldo nelle aule e condizioni degli edifici. La Uil Puglia e la Uil Scuola Puglia chiedono un confronto con le istituzioni sulla data di avvio delle lezioni e, più in generale, sullo stato dell’edilizia scolastica, anche alla luce degli investimenti del Pnrr. A intervenire sono Stefano Frontini, segretario generale Uil Puglia, e Gianni Verga, segretario generale Uil Scuola Puglia, che criticano l’ipotesi di anticipare l’inizio delle lezioni di quasi dieci giorni rispetto al calendario scolastico regionale.
“Anticipare l’inizio delle lezioni di quasi dieci giorni rispetto al calendario scolastico regionale è una scelta che non tiene conto delle mutate condizioni climatiche e della realtà dei nostri edifici scolastici”, dichiarano. Il punto, secondo i sindacati, non riguarda soltanto la data di rientro in classe, ma le condizioni concrete in cui studenti, docenti, dirigenti e personale Ata si trovano a vivere la scuola nei primi giorni di settembre.
“Settembre è ormai caratterizzato da temperature spesso molto elevate e gran parte delle nostre scuole è priva di climatizzazione”, sottolineano Frontini e Verga. “Riportare con largo anticipo studenti e personale in aule roventi significa ignorare le reali condizioni nelle quali si studia e si lavora”. Per la Uil, il cambiamento climatico deve entrare nelle valutazioni sul calendario scolastico. Allo stesso tempo, però, il sindacato avverte che rinviare troppo l’inizio delle lezioni non può essere considerato una soluzione semplice. “Prolungare ulteriormente la pausa estiva significa mettere in difficoltà soprattutto le famiglie con entrambi i genitori lavoratori, quelle monoparentali e chi non dispone di reti familiari o delle risorse necessarie per sostenere a lungo i costi dei servizi estivi”, spiegano.
Da qui la richiesta di trovare un equilibrio tra condizioni climatiche, diritto allo studio e bisogni delle famiglie, considerando anche la scarsità di servizi pubblici di welfare. Secondo Frontini e Verga, il calendario scolastico non può essere trattato come una semplice questione amministrativa, perché incide sulla vita quotidiana di studenti, lavoratori e famiglie e sull’organizzazione dei servizi territoriali. “Sarebbe opportuno che le istituzioni aprissero subito un confronto con le organizzazioni sindacali”, affermano. “Il calendario scolastico non è una questione burocratica: riguarda la vita reale di studenti, lavoratori, famiglie, l’intera organizzazione dei servizi sul territorio”.
La Uil chiede anche chiarezza sull’utilizzo delle risorse del Pnrr destinate alla scuola. Secondo i sindacati, sarebbe necessario capire quante risorse siano state effettivamente investite, come siano state utilizzate e quale impatto avranno sulla qualità e sulla sicurezza degli edifici scolastici. “Non è dato sapere con certezza se le risorse del Pnrr o comunque le risorse disponibili e messe in campo abbiano effettivamente tenuto conto delle variazioni climatiche e delle condizioni di precarietà degli istituti scolastici”, denunciano.
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