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Tondo di Carbonara, il Comune di Bari dimezza le volumetrie previste

Più verde e servizi da realizzare insieme alle abitazioni

Pubblicato da: redazione | Mer, 2 Settembre 2026 - 15:10
Tond di carbonara

Quasi un milione di metri cubi che rischiavano di scaricarsi sulla città si dimezzano, in cambio di più verde e servizi pubblici da realizzare insieme alle abitazioni. Su proposta congiunta del sindaco Vito Leccese e della vicesindaca e assessora alla Rigenerazione urbana e sociale Giovanna Iacovone, la giunta comunale ha approvato ieri un atto di indirizzo che pone le condizioni per l’esame della nuova proposta progettuale relativa alle maglie urbanistiche 50 e 51 del PRG, nell’area del Tondo di Carbonara, a ridosso dello stadio San Nicola.

Si tratta di uno dei comparti di trasformazione più rilevanti e più a lungo irrisolti della città, e il provvedimento stabilisce con quali criteri l’amministrazione comunale valuterà la proposta: accanto alla conformità alle norme del vigente Piano Regolatore Generale, l’istruttoria dovrà misurarsi con i principi di riduzione del consumo di suolo, contenimento delle volumetrie e qualità delle dotazioni pubbliche che l’attuale amministrazione ha assunto come propria linea di indirizzo urbanistico e che confluiranno nel nuovo Piano Urbanistico Generale.

“Il Tondo di Carbonara conferma il cambio di paradigma annunciato con le linee di mandato – commenta il sindaco Vito Leccese -. Su queste maglie esistevano una previsione ereditata da Quaroni e un’istruttoria tecnica ormai conclusa, pronta a scaricare sulla città quasi un milione di metri cubi. Noi, con questa delibera, dimezziamo le volumetrie, restituiamo suolo permeabile e chiediamo che il progetto dimostri, numeri alla mano, quanto verde e quanti spazi pubblici in più sarà in grado di offrire. Inoltre, proviamo ad imparare dagli errori del passato, mi riferisco ad esempio a Sant’Anna o Baridomani: le infrastrutture e i servizi devono insediarsi insieme alle residenze, nella stessa fase attuativa, con spazi pubblici, verde, asili, negozi di vicinato raggiungibili a piedi o in bici in un quarto d’ora. È la stessa logica adottata per Costasud, nonché quella che guiderà il nuovo PUG”.

La storia di questo comparto, che si sviluppa su circa 200.000 metri quadrati, è lunga. Nasce tra il 2008 e il 2009 da due distinti piani di lottizzazione presentati dai proprietari delle aree, poi unificati dal Comune in un unico piano particolareggiato adottato nel 2012. Negli anni successivi il piano è stato più volte adeguato alle sopravvenienze della pianificazione sovraordinata e alle prescrizioni degli enti competenti, fino alla trasmissione della proposta per l’adozione nel novembre 2023: quella soluzione progettuale prevedeva circa un milione di metri cubi tra terziario-direzionale e residenza, con la quota residenziale massimizzata fino al 50 per cento del volume complessivo.

Nel luglio 2025 il consorzio proponente ha promosso ricorso al TAR Puglia contro l’inerzia del Comune nella conclusione del procedimento. Su invito del sindaco Leccese la trattazione della causa è stata differita, e il TAR ha quindi rinviato la camera di consiglio al 30 settembre 2026, invitando le parti a valutare se ricorrano le condizioni per una trasformazione delle aree coerente con i principi destinati a ispirare il nuovo PUG.

Sin dal suo insediamento, nel giugno 2024, l’attuale amministrazione ha costruito, con tre atti successivi, un quadro di riferimento profondamente diverso da quello del 2010. Le linee programmatiche di mandato hanno fissato l’obiettivo di invertire il paradigma di una crescita urbana che erode pezzi di campagna e aree naturalistiche, orientando la città dall’espansione verso la rigenerazione. L’atto di indirizzo per il nuovo PUG ha introdotto gli strumenti, perequazione, compensazione urbanistica, misure premiali, per rendere operativa quella scelta. Il Documento di indirizzo approvato ad aprile 2026, infine, ne ha tradotto l’ambizione in numeri, spingendosi oltre la sfida del saldo zero: una riduzione compresa tra il 50 e il 70 per cento del consumo di suolo non antropizzato rispetto alla pianificazione pregressa e una riduzione tra il 40 e il 60 per cento delle provviste volumetriche rispetto al residuo di PRG. Sono gli stessi target già sperimentati con Bari Costa Sud, il piano che ha ridotto del 50 per cento i volumi edilizi e del 63 per cento il consumo di suolo previsti dal piano Quaroni.

Su questa base l’amministrazione comunale ha avviato un’interlocuzione con il soggetto attuatore finalizzata a giungere, a partire dall’atto di indirizzo del PUG approvato dalla giunta lo scorso aprile, a una soluzione progettuale, che sarà proposta da quest’ultimo, coerente con gli indirizzi espressi dall’amministrazione e tale da prevedere il dimezzamento delle volumetrie rispetto alla proposta del 2023 e una riduzione del 50 per cento della capacità edificatoria massima ammessa dal PRG vigente per le due maglie interessate. L’atto di indirizzo approvato dalla giunta assume quei target come parametri prioritari dell’istruttoria, rendendoli condizione necessaria per la prosecuzione dell’iter.

Il punto più rilevante del provvedimento riguarda ciò che consegue al taglio dei volumi. La riduzione delle quantità dovrà infatti tradursi in prestazioni urbane misurabili, e per questo la proposta dovrà essere corredata da un bilancio urbanistico-ambientale in grado di dimostrare l’effettivo incremento degli spazi aperti: la quota di verde pubblico, verde di uso pubblico e di dotazioni ecologico-ambientali non potrà essere inferiore al 40 per cento della superficie territoriale interessata, mentre il rapporto tra superfici verdi e permeabili e superficie coperta dagli edifici dovrà essere almeno pari a uno a uno. Il provvedimento esclude dal computo le sistemazioni verdi meramente decorative, le aiuole spartitraffico e le fasce di mitigazione prive di effettiva fruibilità, perché la qualità urbana deve potersi misurare sugli spazi effettivamente attraversati e fruiti dai cittadini.

Particolarmente significativa è la condizione posta sui servizi: il proponente dovrà individuare il programma di insediamento delle dotazioni pubbliche indicandone localizzazione, superfici, modalità di realizzazione, tempi di attivazione e regime giuridico, assicurando che l’insediamento dei servizi avvenga contestualmente, e comunque non successivamente, a quello delle quote residenziali e direzionali. L’obiettivo dichiarato è produrre un reale effetto città già dalla prima fase attuativa, secondo criteri di accessibilità pedonale e ciclabile, con tempi di percorrenza inferiori ai quindici minuti, in coerenza con il principio della città dei 15 minuti previsto nelle linee di mandato del sindaco.

Nella stessa logica si colloca la disciplina dell’altezza. L’eventuale sviluppo verticale, se confermato nella successiva fase progettuale, dovrà essere motivato come soluzione morfologica funzionale a concentrare le trasformazioni, ridurre l’impronta al suolo e liberare aree da destinare a verde pubblico, percorsi ciclopedonali, dotazioni ecologiche e servizi collettivi, con attenzione alla qualità paesaggistica dello skyline nel quadrante sud della città. In nessun caso, comunque, potrà tradursi in un aumento della capacità edificatoria complessiva.

Foto Ferrariarchitetti

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