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Bari, è il Meloni Day: al porto attese migliaia di persone per il record del governo

Al Terminal crociere la festa di Fratelli d’Italia per i quattro anni dell'esecutivo

Pubblicato da: Nicola Lucarelli | Lun, 31 Agosto 2026 - 18:16
meloni

Quattro anni di governo, un record nella storia repubblicana e, in contemporanea, un corteo di protesta: la giornata di oggi, venerdì 4 settembre, porta al porto la festa organizzata da Fratelli d’Italia per celebrare l’anniversario dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Un appuntamento che per il partito ha il valore della celebrazione politica, ma che consegna alla premier anche un primato: superata quota 1.413 giorni, il suo governo scavalca il secondo esecutivo di Silvio Berlusconi, in carica dall’11 giugno 2001 al 23 aprile 2005 e detentore, finora, del record assoluto di longevità dal Dopoguerra a oggi.

La cornice scelta per l’evento è quella del nuovo terminal crociere del porto, dove nei giorni scorsi sono cominciati i sopralluoghi tecnici e di sicurezza propedeutici al montaggio del palco. Gli organizzatori hanno immaginato per la premier un ingresso scenografico, su una pedana rivolta verso il mare, mentre il pubblico raggiungerà l’area attraversando un corridoio di luminarie affidato alla storica azienda barese Paulicelli, già firma di numerose feste patronali in giro per l’Italia. Alla regia degli allestimenti anche una società romana specializzata, coadiuvata da maestranze locali.

Le cifre danno la misura dell’evento. Davanti al palco sono previsti 700 posti a sedere, poi spazio in piedi. Negli ultimi giorni gli accrediti, raccolti attraverso le piattaforme lanciate sui social da parlamentari e consiglieri regionali, avevano già superato quota 3.500. Potenzialmente la banchina può ospitare fino a 10 mila persone. Per chi non si registra in anticipo resterà, comunque, possibile l’ingresso a piedi dal varco Caracciolo, sia pure con un controllo dei documenti più approfondito.

Sul fronte della viabilità sono stati organizzati una sessantina di pullman in partenza dalla Puglia e dalle regioni limitrofe, ai quali si aggiungeranno auto private e mezzi pubblici. Chi sceglierà le navette dovrà transitare dai due parcheggi di scambio «Pane e Pomodoro» e «Antistadio» ed entrare dal varco della Vittoria; i bus organizzati direttamente dal partito, invece, scaricheranno i passeggeri a ridosso del palco.

A coordinare la macchina organizzativa sul territorio è il senatore barese Filippo Melchiorre, che segue da vicino anche i lavori del comitato per l’ordine e la sicurezza dedicati alla logistica dell’evento; ieri, primo settembre, è arrivato in Puglia anche Giovanni Donzelli, responsabile nazionale dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, che settimane fa aveva annunciato sui social la scelta della città per questa occasione che mira a essere ricordata a lungo.

Sotto il palco sono attesi quasi tutti i parlamentari di Fratelli d’Italia, 118 deputati e 63 senatori, insieme a esponenti dei partiti alleati, sindaci, consiglieri regionali, presidenti di Regione e all’intero governo. Resta invece un’incognita la presenza del vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani, che ha ipotizzato un collegamento a distanza, e soprattutto quella di Raffaele Fitto: il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, da quando ha assunto l’incarico, evita accuratamente l’agone politico per rispettare il ruolo istituzionale super partes, e nelle ultime ore si starebbe valutando se sia opportuno un suo intervento, anche perché una partecipazione silenziosa in una festa tutta di partito rischierebbe di non essere gradita. Proprio per la natura non istituzionale dell’evento non risultano invitati, ad oggi, né il sindaco Vito Leccese né il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.

Alla festa di Fratelli d’Italia si contrappone, nello stesso pomeriggio, un corteo di protesta organizzato da movimenti e associazioni di sinistra. “Scendiamo in piazza per ribadire a Meloni la netta distanza tra le priorità del suo governo e i bisogni reali della popolazione”. Hanno deciso i partecipanti dell’assemblea svoltasi nei giorni scorsi. Alle 17,30, in coincidenza con la manifestazione organizzata da Fratelli d’Italia nell’area del Terminal crociere del porto, alla presenza del premier Giorgia Meloni, si svolgerà un corteo con partenza da piazza del Ferrarese per poi passare davanti all’area portuale.

A essere contestati dai manifestanti sono “il sostegno alle guerre e ai suoi tanti risultati collaterali come ad esempio l’impazzimento del prezzo della benzina” e quello “ad Israele, il riarmo, i tagli per le fasce più deboli, le leggi repressive per chi vuole manifestare e tanto altro ancora. Quattro anni di un esecutivo i cui ministri sanno benissimo da che parte stare: non quella delle classi popolari, ma quella di chi accumula extra-profitti e pretende pure aiuti dallo Stato: il caso Santanchè insegna. Saremo in piazza per contestare i disastri di questo centro-destra. Ecco cosa c’è da ‘festeggiare’: Stato di polizia; decreti sicurezza che rispolverano norme fasciste per garantire l’impunità alle forze dell’ordine e silenziare il dissenso con pene sempre più severe; caccia al migrante; criminalizzazione e trattamenti disumani, con leggi che alimentano la clandestinità anziché favorire l’integrazione sociale ed economica; economia di guerra e riarmo; risorse massicce sottratte a scuola, università, ricerca e sanità per essere dirottate sulle spese militari; un folle piano di riarmo che arricchisce l’industria bellica, a partire da Leonardo, che riconverte la produzione verso le armi nel silenzio dei sindacati confederali; complicità nel genocidio; la totale sottomissione al terrorismo globale del neoimperialismo statunitense e la complicità attiva, politica e militare, nel genocidio del popolo palestinese portato avanti dal governo Netanyahu; negazionismo e crisi climatica; criminale inerzia di fronte al collasso ecologico. impunità per i potenti: protezione per la casta nostrana e internazionale; regali ai colossi; extra-profitti record per banche, assicurazioni e compagnie energetiche o petrolifere; guerra ai poveri con il netto rifiuto del salario minimo, che lascia campo libero a sfruttamento e lavoro povero. Per noi questi anni hanno significato solo il peggioramento delle condizioni di vita di lavoratori, disoccupati e finte partite Iva, mentre i soliti pochi si arricchivano indisturbati. Questo è il governo che non avremmo mai voluto. Bari e la Puglia portano i segni evidenti di questi disastri, a partire dalla gestione fallimentare dell’ex Ilva di Taranto. Non abbiamo bisogno di zone rosse, esercito o altra polizia nelle strade. Vogliamo la sicurezza di un lavoro dignitoso, di una sanità pubblica efficiente, di case popolari e di scuole sicure.”. Concludono i movimenti e le associazioni.

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