“Catino, terra desolata”. E’ questa la denuncia che arriva dal quartiere alla periferia di Bari, nel Municipio 5. A segnalare quanto accade un cittadino che allerta su tre potenziali casi pericolosi per l’incolumità dei cittadini. Dal tombino rotto, sino ad un’aiuola con erba incolta che causa disagi alla viabilità e ancora ad alberi in stato di incuria e a rischio caduta. Ma non si tratta di casi isolati, da tempo il quartiere è sotto i riflettori per via di una sensazione di abbandono che riguarda più fronti.
“Abbiamo un tombino – denuncia il cittadino – che è diventato profondo oltre dieci centimetri perché ci passa sempre il bus ed è molto pericoloso, chissà cosa potrebbe succedere se si dovesse rompere. Giorno dopo giorno la situazione diventa sempre più compromessa. Poi c’è un ramo enorme di un albero interno alla scuola che non aspetta altro che un’altra ondata di vento per potersi staccare e, anche in questo caso, non voglio immaginare cosa potrebbe accade. I suoi rami fuoriescono sulla strada ed è pericoloso anche per questo. Infine c’è l’ingresso di una strada invasa da una enorme aiuola che ne pregiudica il transito rappresentando un pericolo per chi la percorre, in particolare per chi esce, perché non vede nessuno a destra. L’ultima non è ben comprensibile se sia di pertinenza o meno del Comune, ma andrebbe la pena comprendere e intervenire, solo che tutto è fermo. Sono tre situazioni altamente pericolose, già segnalate a chi di dovere, speriamo non accada nulla a nessuno e che qualcuno intervenga al più presto”, conclude. Parole a cui fanno eco quelle di tanti altri che non nascondono la rabbia per le condizioni in cui verte il quartiere.
“Qui non abbiamo una farmacia – racconta un altro cittadino – ci hanno tolto l’unico supermercato che avevamo e adesso, per fare la spesa, ci tocca raggiungere Torricella. Il quartiere diventa sempre più desolato e isolato, le case popolari cadono ancora a pezzi e nessuno vigila su quel poco patrimonio che abbiamo. Il parchetto Peppino Impastato è in balia del nulla, senza contare l’erbaccia. Certo è stato ripulito, ma solo dopo divese sollecitazioni. Meritiamo di più, non siamo cittadini di serie B”, conclude.
