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Women Bike Ride, a Bari torna la pedalata per la mobilità sicura e il diritto delle donne alla città

Appuntamento a domenica 20 settembre, questa mattina la presentazione del programma

Pubblicato da: redazione | Mar, 8 Settembre 2026 - 16:31
07-09-26 mobilità sicura, autonomia e diritto alla città_presentata la quinta edizione della Bari Women Bike Ride 2026_3

Torna a Bari la Women Bike Ride, la pedalata collettiva dedicata alla mobilità sicura, all’autonomia e al diritto delle donne a vivere lo spazio urbano in libertà. La quinta edizione della manifestazione è stata presentata questa mattina e si svolgerà domenica 20 settembre, nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità. L’iniziativa è promossa da Terreno Cycling Therapy ETS e Non Sei Sola Bari APS, con il patrocinio del Comune di Bari. Obiettivo: sensibilizzare la cittadinanza sui temi della sicurezza stradale, della mobilità inclusiva e della percezione dello spazio pubblico da parte delle donne.

Alla presentazione hanno partecipato l’assessore alla Cura del Territorio, Domenico Scaramuzzi, la presidente della commissione Conoscenza, Culture, Politiche educative e Sport, Francesca Bottalico, la presidente di Terreno Cycling Therapy ETS e BYCS Bicycle Mayor di Bari, Antonella Santoro, e la presidente di Non Sei Sola Bari APS, Vittoria Cafagno. La Bari Women Bike Ride si snoderà lungo un percorso di circa 8 chilometri, pensato per essere accessibile a tutti e adatto anche a chi non utilizza abitualmente la bicicletta. Il raduno e la partenza sono previsti in piazza del Ferrarese. Da lì la pedalata attraverserà il lungomare Imperatore Augusto, corso Antonio De Tullio, piazza Massari e corso Vittorio Emanuele, per poi proseguire sui lungomari Araldo di Crollalanza e Nazario Sauro fino alla spiaggia di Pane e Pomodoro.

Proprio a Pane e Pomodoro è prevista una sosta di circa 30-45 minuti, pensata come momento di condivisione tra le partecipanti e i partecipanti, prima del rientro lungo il lungomare e dell’arrivo nuovamente in piazza del Ferrarese. Al centro dell’edizione 2026 c’è il tema della mobilità di genere. Oltre il 70% della cosiddetta “mobilità della cura”, cioè gli spostamenti legati alla gestione familiare e all’assistenza, ricade sulle donne, con percorsi spesso brevi, molteplici e complessi. Un dato che, secondo le promotrici dell’iniziativa, deve entrare nella progettazione degli spazi urbani e delle infrastrutture ciclabili.

“Lo spazio urbano non viene percepito e utilizzato allo stesso modo da tutti”, ha dichiarato Scaramuzzi. “Questa consapevolezza deve accompagnare sempre di più la progettazione delle infrastrutture ciclabili e, più in generale, degli spazi pubblici, così come le scelte in materia di urbanistica e sviluppo territoriale”. L’assessore ha ringraziato Terreno Cycling Therapy ETS e Non Sei Sola Bari APS per il lavoro svolto sul territorio, sottolineando che “costruire una città più equa e sicura per tutte e tutti richiede la collaborazione tra istituzioni e realtà capaci di portare nelle strade competenze, consapevolezza ed energia”.

Per Francesca Bottalico, la manifestazione va oltre il semplice evento sportivo. “Quando parliamo di sicurezza delle donne, in realtà, parliamo del diritto di tutti a vivere e attraversare la città”, ha detto. “Molte donne rinunciano ancora a muoversi a piedi o in bicicletta, soprattutto in alcune ore della giornata, perché non si sentono sicure. Per questo la Women Bike Ride è un’occasione per riappropriarsi collettivamente dello spazio pubblico”. Antonella Santoro ha richiamato invece la necessità di costruire, accanto alle infrastrutture fisiche, anche una “infrastruttura umana della ciclabilità”, fatta di competenze, consapevolezza e sicurezza. “La Women Bike Ride non è una semplice ciclopasseggiata”, ha spiegato Santoro. “È l’occasione per permettere anche a chi normalmente non pedala di attraversare la città in bicicletta, in un contesto collettivo e rassicurante, e sperimentare concretamente cosa significa muoversi in autonomia”.

Da Non Sei Sola Bari arriva anche il riferimento alle testimonianze raccolte tra le donne della community, che conta 436 iscritte. “Attraverso un questionario abbiamo raccolto testimonianze molto chiare sulle difficoltà che molte ragazze incontrano negli spostamenti serali da sole, arrivando anche a individuare alcune zone della città percepite come più critiche”, ha spiegato Vittoria Cafagno. Durante la sosta a Pane e Pomodoro, le volontarie proporranno un momento di raccoglimento e condivisione per invitare le partecipanti a esprimere pensieri ed esperienze sul modo in cui vivono quotidianamente la città. La manifestazione sarà anticipata anche da un appuntamento culturale. Questa sera, al Parco degli Aquiloni, in via Devito Francesco, nell’ambito del Cinema all’Aperto, sarà proiettato alle 20 il docu-film “Women Don’t Cycle”, scelto come evento di avvicinamento alla pedalata del 20 settembre. Il documentario racconta il viaggio in bicicletta compiuto nel 2019 da Manon Brulard da Bruxelles a Tokyo: 13.500 chilometri, 21 Paesi e 11 mesi in sella, raccogliendo testimonianze di donne cicliste in diversi Paesi.

A seguire, alle 21.30, sarà proiettato “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, per una serata dedicata alla libertà, all’autodeterminazione e ai diritti delle donne. La Bari Women Bike Ride raccoglie l’eredità della Fancy Women Bike Ride, movimento nato a Smirne nel 2013 e arrivato a Bari nel 2021, proseguendo oggi come esperienza autonoma. Resta però lo spirito originario: una pedalata festosa e partecipata, ma anche una richiesta di maggiore attenzione alla dimensione di genere nelle politiche di pianificazione urbana. Chi non possiede una bicicletta potrà noleggiarne una grazie alla collaborazione con i mobility partner VeloService e VaiMoo. Per partecipare è possibile iscriversi online attraverso il modulo dedicato.

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