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Lavoro digitale, italiani alle prese con il “tecnotress”: il 77% controlla email e messaggi anche fuori orario

L'indagine

Pubblicato da: redazione | Sab, 12 Settembre 2026 - 08:39
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Il lavoro è sempre più digitale e per molti italiani diventa difficile separare davvero il tempo professionale da quello personale. A evidenziarlo è un’indagine Eurispes sull’utilizzo delle tecnologie digitali e la salute mentale, che fotografa la crescita del cosiddetto “tecnostress”. Secondo la rilevazione, il 48,2% degli intervistati svolge un’attività professionale che richiede sempre un uso intensivo di dispositivi, applicazioni e strumenti digitali. Il dato più significativo riguarda però l’estensione del lavoro oltre l’orario formale. Il 77,3% del campione controlla email o messaggi professionali fuori dall’orario di lavoro almeno qualche volta, mentre il 43,5% lo fa spesso o sempre.

La pressione digitale entra anche nel tempo libero. Il 75,2% degli intervistati risponde a comunicazioni di lavoro quando non dovrebbe essere in servizio, con una frequenza elevata nel 38,5% dei casi. Il 68,1% dichiara di rispondere anche durante le ferie e il 34,7% lo fa spesso o sempre. L’indagine rileva anche la percezione di dover essere sempre reperibili. Il 71,1% si è sentito almeno qualche volta obbligato a rispondere immediatamente, mentre il 38% avverte questa pressione in modo frequente. A pesare non è solo la quantità di tempo trascorsa online, ma anche il sovraccarico prodotto dagli strumenti. Il 37,6% si sente appesantito dal numero di piattaforme da utilizzare per lavoro, il 36,7% fatica a seguire aggiornamenti e nuovi software, mentre il 35% ritiene che email, notifiche e chiamate compromettano la concentrazione.

Il 39,3% degli intervistati si sente mentalmente affaticato dall’uso costante delle tecnologie. Al tempo stesso, il 59,6% ritiene di riuscire comunque a separare tempo lavorativo e personale, mentre il 22,2% considera eccessivo il tempo assorbito dalle videoriunioni. Nei sei mesi precedenti la rilevazione, il 68,6% del campione ha sperimentato almeno qualche volta sintomi di stress o affaticamento legati all’uso delle tecnologie professionali, come mal di testa, stanchezza oculare, ansia o altri disturbi. Il 33,8% riferisce di averli avuti spesso o sempre. Il quadro che emerge è dunque quello di un lavoro sempre più connesso, in cui smartphone, piattaforme, email e notifiche rendono più sottile il confine tra ufficio e vita privata. Una trasformazione che migliora l’organizzazione e la rapidità delle comunicazioni, ma che rischia di aumentare pressione, affaticamento mentale e difficoltà a staccare.

Foto Freepik

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