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Bari, un quartiere fieristico che vive tutto l’anno tra campionaria, concerti ed eventi

Dalla Fiera del Levante all'Arena, un calendario che non si ferma mai

Pubblicato da: Nicola Lucarelli | Sab, 19 Settembre 2026 - 08:30
Fiera

Nata come vetrina dell’economia mediterranea, la Fiera del Levante rilancia la sua Campionaria e ha trasformato l’Arena in una delle piazze musicali più frequentate del Sud, tra entusiasmo e proteste dei residenti.

Un quartiere fieristico che dal 1930 racconta le ambizioni commerciali di un’intera città è tornato, negli ultimi anni, a essere qualcosa di più di un contenitore di stand. La Fiera del Levante ha attraversato fasi alterne di splendore e di crisi, diventando negli anni un simbolo delle trasformazioni economiche di Bari: ripercorrere la sua storia, gli spazi rimasti e i tentativi di rilancio significa raccontare anche le ambizioni e le difficoltà della città come polo commerciale del Sud Italia.

Il capitolo più recente porta la data di oggi, 19 settembre, quando prende il via l’89ª Campionaria Internazionale (con la tradizionale cerimonia di inaugurazione), in programma fino al 27. La Campionaria 2026 mette al centro il dialogo, definito il motore che crea connessioni tra imprese, persone, territori e culture, un luogo dove il confronto diventa opportunità, sviluppo e futuro, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della Fiera come punto di riferimento del Mediterraneo.

Attorno alla Campionaria, il quartiere fieristico vive ormai un calendario che si estende per tutto l’anno. A marzo c’è Levante Prof, la fiera dedicata al Made in Italy agroalimentare che riunisce panificazione, pasticceria, ristorazione e ospitalità in centinaia di stand. A febbraio è la volta di Esteticamente in Fiera, appuntamento nazionale del settore acconciatura e bellezza. In autunno arriva LUV, la fiera internazionale dell’uva da tavola che porta a Bari produttori, ricercatori e operatori della logistica di tutto il bacino mediterraneo. Non mancano rassegne dedicate all’olio extravergine, come Evolio Expo, e manifestazioni sul fronte della transizione energetica, come la Green Fair. Un calendario fitto che restituisce alla Fiera un ruolo di piattaforma economica permanente, oltre la sola settimana della Campionaria di settembre.

A completare il quadro c’è l’Arena del Levante, che si conferma tra le principali venue outdoor del Sud Italia dedicate ai grandi eventi musicali e culturali. Grazie alla sua ampia capacità di accoglienza e alla posizione strategica nel cuore del capoluogo pugliese, negli ultimi anni è diventata un punto di riferimento per concerti, festival e spettacoli capaci di richiamare pubblico da tutta la regione e da numerose aree del paese. La stagione 2026 è partita il 23 giugno e si è chiusa il 5 settembre, quasi tre mesi di programmazione dal vivo con 23 appuntamenti tra concerti e festival, artisti italiani e internazionali di generi diversi, dal pop al rock, passando per il rap e la musica elettronica.

Il cartellone ha inglobato anche realtà come il Locus Festival, offrendo un menu decisamente per tutti i palati: dalla trap di Geolier fino a Skunk Anansie e Marcus Miller, senza dimenticare la band capitanata da Keanu Reeves e altre star italiane come Alfa e Francesco Gabbani. Accanto a loro sono passati nomi del calibro di Marilyn Manson, Judas Priest e Caparezza, per un’estate che ha spaziato dal metal al jazz fino all’alternative. Un’esperienza proseguita dopo il successo del 2025 e migliorata ulteriormente quest’anno, capace di rendere Bari finalmente attrattiva per i concerti non solo utilizzando lo stadio San Nicola, ma anche un luogo facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, un po’ come accade nelle principali metropoli italiane ed europee.

Il via vai di artisti e pubblico ha portato vivacità ai dintorni del quartiere, con vantaggi per le attività commerciali e ristorative della zona, ma ha anche provocato malumori tra i residenti. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata con il Sono Metropolitan Festival del 5 settembre, quando in Fiera si sono esibiti Paul Kalkbrenner e Nina Kraviz per un evento durato fino alle 4 del mattino. L’orario da notte fonda ha fatto infuriare gli abitanti del vicino Villaggio Trieste, che pochi giorni dopo hanno avviato una petizione promossa dall’associazione Filoxenia. Nel testo si parla di “un rilevante impatto acustico e logistico” legato alla presenza di un palco a ridosso delle abitazioni, con conseguenze sul riposo e sulla vivibilità della zona nelle ore serali e notturne.

I promotori della petizione precisano comunque di non voler bloccare la programmazione: il documento, si legge, “non è volta a impedire lo svolgimento di manifestazioni, concerti”. La richiesta, rivolta a Fiera del Levante, Comune e Municipio 3, è quella di individuare una collocazione alternativa all’interno del quartiere fieristico, più distante o schermata rispetto alle abitazioni, e di realizzare una valutazione tecnica dell’impatto acustico prodotto dalla posizione attuale del palco. Una tensione che racconta bene il doppio volto della Fiera di oggi: da un lato motore di eventi e di visibilità per la città, dall’altro banco di prova per la convivenza tra grandi manifestazioni e vita di quartiere.

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