Acquistare una casa da mettere a reddito si conferma una delle scelte preferite dai risparmiatori italiani, nonostante una leggera flessione su base annua. Nella seconda metà del 2025 il 17,9% delle compravendite immobiliari complessive è stato realizzato per investimento, un dato in lieve contrazione rispetto al 18,4% registrato nello stesso periodo dell’anno precedente. A fotografare la situazione è l’ultimo report elaborato dall’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, secondo cui la piccola frenata si spiega principalmente con la progressiva contrazione del ricorso agli affitti brevi nelle grandi metropoli, un fenomeno che negli scorsi anni aveva spinto fortemente gli acquisti speculativi.
L’indagine, focalizzata esclusivamente sulle locazioni a lungo termine e non stagionali, mostra come i rendimenti annui lordi restino decisamente interessanti. Per un bilocale tipo di 65 metri quadrati situato nelle grandi città italiane, il rendimento medio si attesta intorno al 5,7%. Tra i capoluoghi che spiccano per le performance più elevate si posizionano Genova con il 7,4%, Palermo con il 7,3% e Verona con il 6,6%, mentre Bari si difende stabilizzandosi su un solido 6%. Le preferenze degli investitori continuano a concentrarsi sui quartieri universitari, sulle zone ricche di servizi di prossimità e sulle aree interessate da progetti di riqualificazione urbana.
Chi investe nel mattone punta però anche sulla rivalutazione del capitale nel tempo. L’analisi storica dei valori immobiliari dal 1998 ad oggi evidenzia un recupero dei prezzi straordinario in alcuni centri specifici: Milano guida la classifica nazionale con un incremento del patrimonio immobiliare del 149%, seguita a distanza da Firenze con il 91% e da Napoli, che chiude il podio delle grandi città con un aumento del 90,4%.