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Bari e le sue biblioteche, molto più che scaffali di libri

Patrimoni storici ma con pochi fondi a disposizione

Pubblicato da: Nicola Lucarelli | Ven, 9 Ottobre 2026 - 10:44
Biblioteca De gemmis

Ci sono luoghi in cui i libri raccontano la storia di una città e altri in cui possono diventare strumenti per viverla nel presente. A Bari la rete bibliotecaria comprende istituzioni storiche, realtà di quartiere e un nuovo grande polo destinato ad ampliare ulteriormente l’offerta culturale.

La Biblioteca Nazionale Sagarriga Visconti Volpi rappresenta uno dei principali punti di riferimento. La sua storia parte dalla donazione effettuata nel 1865 dal senatore barese Gerolamo Sagarriga Visconti Volpi, un nucleo di circa duemila volumi dal quale si è sviluppata nel tempo una raccolta che oggi conta circa 500mila unità bibliografiche. Manoscritti, fondi antichi, periodici e collezioni legate alla cultura meridionale convivono con sale di lettura, servizi per gli utenti e attività culturali. La biblioteca si trova nella Cittadella della Cultura di via Pietro Oreste.

Accanto alla Nazionale c’è la Biblioteca Metropolitana Gennaro De Gemmis, ospitata nell’ex convento di Santa Teresa dei Maschi. La sua vocazione è particolarmente legata alla storia e alla cultura della Puglia e del Mezzogiorno, con raccolte bibliografiche e documentarie che comprendono anche fondi manoscritti e documenti antichi.

Più vicino alla vita quotidiana dei quartieri ci sono invece le biblioteche di prossimità, pensate non soltanto per la consultazione e il prestito dei libri, ma anche come spazi per bambini, ragazzi, studenti e attività culturali. È una dimensione diversa rispetto alle grandi biblioteche storiche, ma complementare: il libro esce dalla logica della sola conservazione e diventa uno strumento di incontro e partecipazione.

A questa rete si aggiunge ora un progetto destinato ad avere un peso particolare: La Rossani – BiblioTeca del Mediterraneo, negli spazi dell’ex Caserma Rossani. Il nuovo polo bibliotecario regionale è destinato a riunire parte del patrimonio della Teca del Mediterraneo, le raccolte della Mediateca Regionale Pugliese, l’archivio della Gazzetta del Mezzogiorno e i fondi dell’IPSAIC, l’Istituto per la storia dell’antifascismo e dell’Italia contemporanea.

L’idea è quella di affiancare alla conservazione della memoria una vera biblioteca pubblica contemporanea, con servizi dedicati alla cultura, alla formazione, all’informazione, al tempo libero e alla socialità. La struttura è già utilizzata per alcune iniziative culturali, mentre il completamento dell’allestimento e dell’organizzazione dei servizi accompagna l’apertura alla comunità prevista nei prossimi mesi.

La Rossani introduce così un elemento nuovo nel panorama cittadino: non soltanto un altro luogo dove consultare libri, ma un grande spazio culturale inserito all’interno di uno dei principali nuovi parchi urbani di Bari.

Sul fronte dei problemi finanziari delle biblioteche cittadine, l’assessora alle culture del Comune di Bari, Paola Romano, ha scritto qualche giorno fa, un post sul suo profilo Facebook: “Le biblioteche del Comune di Bari non chiuderanno. Nei giorni scorsi abbiamo incontrato i gestori e abbiamo proposto loro un affidamento ponte, in attesa del prossimo bando pluriennale”.

Nel post Romano affronta anche il nodo dei tempi: “Si poteva intervenire prima? Lo avremmo voluto. Alcuni mesi fa, però, come le altre città metropolitane, abbiamo subito un taglio di 20 milioni di euro sui fondi europei: risorse che sostenevano proprio le biblioteche e altri servizi essenziali. Non è stata una responsabilità dei Comuni, ma una scelta del governo nazionale, che ha deciso di investire in altro”.

Poi guarda avanti: “Solo pochi giorni fa, insieme al Ministero, abbiamo trovato una soluzione per non bloccare tutto. E le biblioteche ne fanno parte, perché sono luoghi preziosi per ogni quartiere. Intanto lavoriamo per costruire una rete sempre più ampia e duratura con le biblioteche nazionali, regionali, metropolitane e universitarie. Dopo questa fase di sperimentazione, è il momento della stabilità: siamo convinti che un luogo dove avvicinarsi a un buon libro possa rendere la vita migliore”.

Il quadro che emerge è quindi quello di una città in cui convivono patrimoni costruiti nell’arco di oltre un secolo e nuovi modelli di biblioteca. Dai fondi storici della Nazionale alle strutture di quartiere, fino alla nuova BiblioTeca del Mediterraneo, il rapporto tra libri e città passa sempre meno soltanto dagli scaffali e sempre più dalla capacità di questi luoghi di essere aperti, accessibili e utilizzati anche per studiare, incontrarsi e partecipare alla vita culturale.

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