Inizialmente era stato ritenuto un suicidio, tanto che il pm di turno non aveva disposto l’autopsia né delegato accertamenti. Ora la Procura di Lecce ha aperto un fascicolo sulla morte di Daniele Bonatesta, studente universitario di Ingegneria di 20 anni, di Collepasso, trovato impiccato a un albero di mandorlo nel giardino di casa, nel basso Salento, la mattina del 20 settembre. Il fascicolo è stato aperto, al momento senza ipotesi di reato né indagati, dopo l’esposto depositato dai genitori della vittima.
La famiglia, tramite il proprio legale, ha presentato le memorie per ricostruire gli ultimi istanti di quella giornata. Ipotizza una sfida social sulla capacità di resistere al soffocamento e chiede di disporre approfondimenti informatici sul pc e sul cellulare. La madre, in particolare, non crede all’ipotesi del suicidio di un figlio che aveva cominciato l’università da pochi giorni e viveva una vita normalissima: studioso e anche lavoratore, in armonia con i parenti e in simbiosi col cagnolino di casa, morto appena due giorni dopo il suo padrone.
Il gesto si sarebbe consumato intorno alle 9 di quella domenica mattina, senza un biglietto e senza alcuna traccia o spiegazione lasciata ai familiari. Il giorno prima, il sabato, il giovane aveva effettuato un pagamento elettronico per acquistare un indumento, rifiutando i contanti della madre con la promessa di saldare il conto in un secondo momento. Le aveva poi ricordato di pagargli le tasse universitarie e il rinnovo dell’abbonamento settimanale per i trasporti. Nulla, dunque, che lasciasse presagire un suicidio, un malessere o preoccupazioni di alcun tipo. Quella sera, dopo una cena tranquilla, il 20enne si sarebbe ritirato in camera intorno alle 23.
Gli elementi anomali sono emersi dopo la scoperta del corpo, quando i carabinieri sono entrati nella stanza e hanno trovato il computer ancora acceso, con il profilo della piattaforma social Steam aperto e il microfono collegato. Un dettaglio che ha spinto l’avvocato Dario Walter Zappatore, del Foro di Lecce, a sollecitare la Procura sulla pista di un possibile blackout challenge, la sfida online basata sulla privazione dell’ossigeno, un pericoloso gioco che testa la capacità di asfissia.
A distanza di due giorni, la madre avrebbe inoltre notato un particolare sfuggito al primo sopralluogo delle forze dell’ordine: due cavi elettrici del pc legati a formare un cappio sull’imposta metallica della finestra, protetta da una zanzariera e da una grata. Un dettaglio che potrebbe far ipotizzare un precedente tentativo di strozzamento all’interno della camera. Altri elementi insoliti riguarderebbero il ritrovamento del corpo nel giardino, senza calzini e con le ciabatte distanti dall’albero, mentre il telefono cellulare è stato rinvenuto vicino al cadavere.
La fase investigativa procederà con le perizie su telefoni e computer che inizialmente non erano state effettuate, per verificare il coinvolgimento di terzi o l’istigazione legata alle piattaforme digitali. (Foto Collepasso.it)