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Bari, domani la manifestazione tra timori violenze e appelli alla calma: “Non sarà come a Milano”

L'organizzazione corre nelle chat, tra chi inneggia alla violenza e chi prende le distanze, nel frattempo gli organizzatori hanno annullato i ritrovi annunciati. Saranno comunicati soltanto poche ore prima

Pubblicato da: redazione | Ven, 23 Ottobre 2026 - 16:39
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Cambia il programma della manifestazione del Movimento 17 ottobre, prevista per domani, sabato 24 ottobre, anche a Bari. Il movimento ha annunciato sui propri canali social l’annullamento dei luoghi di ritrovo inizialmente indicati, modificando le modalità della mobilitazione. Anche piazza Umberto, dove era stato annunciato l’appuntamento barese delle 15, non può quindi più essere considerata una sede confermata. Le nuove indicazioni saranno diffuse soltanto nella giornata di domani.

La decisione arriva in un clima di crescente attenzione, soprattutto dopo l’operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e dalla Procura per i minorenni, nell’ambito delle indagini su presunti piani di saccheggio ai danni di esercizi commerciali del capoluogo pugliese. A suscitare preoccupazione anche alcuni messaggi comparsi nelle chat Telegram legate alla mobilitazione, dove però diversi partecipanti prendono le distanze dalla violenza e rivendicano la volontà di manifestare pacificamente. La novità principale riguarda proprio l’organizzazione della giornata. In un comunicato diffuso su Instagram, il Movimento 17 ottobre annuncia che le piazze precedentemente individuate non saranno più i punti di riferimento della protesta, per questo “sono annullate”, si legge nel documento. Una scelta che il movimento motiva con la volontà di modificare le modalità delle manifestazioni in risposta alle misure di sicurezza adottate dal governo.

Secondo quanto comunicato dagli organizzatori a livello nazionale, alle 14.30 di sabato saranno indicati tre nuovi punti di concentramento per ciascuna città coinvolta. Successivamente, alle 15.30, sarà reso noto il luogo finale verso il quale confluiranno i partecipanti. Al momento, dunque, non è stato indicato un nuovo punto di ritrovo per Bari. “Non rinunciamo a scendere in strada, cambiamo il modo in cui lo facciamo”, si legge ancora nel comunicato. Il movimento critica il recente intervento del governo in materia di sicurezza, interpretandolo come una risposta repressiva alla mobilitazione. Accuse che rappresentano la posizione politica degli organizzatori.

Nel frattempo, nelle conversazioni Telegram utilizzate per discutere dell’appuntamento barese, emerge un confronto sulle modalità della protesta e sul rischio che possano verificarsi episodi di violenza. “A Bari non ci sarà nessuna violenza”, scrive un partecipante. Un’affermazione alla quale si aggiungono altri interventi che invitano a evitare danneggiamenti e scontri con le forze dell’ordine. “Io sulla violenza non sono d’accordo”, si legge in un altro messaggio. C’è anche chi invita a non compromettere le ragioni della mobilitazione attraverso azioni vandaliche. “Se si spaccano cose dal nulla va a finire soltanto a manganellate. Credo che domani dovremmo principalmente conoscerci meglio e organizzarci per il 30”, scrive un utente, facendo riferimento alla mobilitazione del 30 ottobre, di cui si discute nelle stesse conversazioni come ulteriore occasione di protesta vista la maggiore affluenza e la possibilità che quella di domani sia solo un’assemblea organizzativa proprio in vista di cortei più grandi. Tra i partecipanti c’è chi teme che eventuali scontri possano spostare l’attenzione dalle motivazioni della manifestazione alle conseguenze dei disordini. Una preoccupazione espressa anche da chi invita a non offrire pretesti per interventi delle forze dell’ordine. Il confronto si sviluppa, in particolare, dopo la diffusione di alcuni messaggi di tono differente. In uno di questi, pubblicato questa mattina, un utente invita chi intende compiere danneggiamenti a prendere di mira grandi marchi commerciali anziché le piccole attività.

“Se volete spaccare negozi o rubare, fatelo allo Stato e ai negozi ricchi di moda”, si legge nel testo, seguito dall’esortazione a non coinvolgere persone comuni e negozianti. Lo stesso partecipante suggerisce inoltre di fare scorte di cibo e acqua, senza fornire elementi concreti a sostegno dell’avvertimento. Non mancano altre posizioni favorevoli all’utilizzo della violenza come strumento di protesta, ma le dichiarazioni non trovano consenso unanime. Diversi utenti contestano apertamente queste ipotesi, mentre altri invitano a prestare attenzione alle informazioni diffuse nella chat, ricordando che non tutti coloro che intervengono rappresentano le realtà promotrici della mobilitazione. Le conversazioni documentano dunque orientamenti differenti, senza consentire di stabilire quale posizione sia prevalente tra tutti i partecipanti. Né è possibile attribuire automaticamente le dichiarazioni dei singoli agli organizzatori del Movimento 17 ottobre. Intanto, l’attenzione resta concentrata sull’appuntamento di domani, sia esso di grande  o piccola portata. Le indagini sui presunti piani di saccheggio proseguono su un piano distinto rispetto alla manifestazione annunciata, alle discussioni online e alla scelta di modificare il programma precedentemente diffuso. Sul tema è intervenuto anche il sociologo Domenico Mortellaro. “Se le istruzioni sono quelle e non fatico a crederlo”, commenta riferendosi ai messaggi che invitano a modalità d’azione tutt’altro che pacifiche – siamo di fronte a una delle prove evidenti che si tratta davvero di dilettanti della protesta. La qual cosa chiarisce che esiste un disagio giovanile non intercettato che si definisce come può. La qual cosa chiarisce che prima cominciamo a capire seriamente e davvero di che si tratta ascoltandoli, prima ci risparmiamo tantissimi problemi. Sebbene, ripeto, Bari non sarà mai Milano. A Bari una risposta pronta all’uso all’esclusione sociale tantissimi di quei ragazzi sano dove trovarla”, conclude.

Foto repertorio

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