SABATO, 24 OTTOBRE 2026
93,049 ARTICOLI
Dir. resp.:Adalisa Mei
redazione@borderline24.com
93,049 ARTICOLI

 

Direttore Responsabile: Adalisa Mei
Per segnalazioni: redazione@borderline24.com

Puglia, il grano duro è una produzione strategica: nel 2025 si sono raggiunte circa 787mila tonnellate

Coldiretti Puglia segnala importazioni aumentate del 5,1%

Pubblicato da: redazione | Sab, 24 Ottobre 2026 - 14:57
025 grano 021924

Gli italiani guardano sempre più con interesse alla pasta fatta con grano 100% italiano, ma la filiera nazionale continua a dipendere in larga parte dall’estero. Nei primi sette mesi del 2026 le importazioni di grano duro sono aumentate del 5,1%, con oltre 1,75 milioni di tonnellate arrivate in Italia, quasi 85mila tonnellate in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A segnalarlo è Coldiretti Puglia, in occasione del World Pasta Day che si celebra il 25 ottobre, sulla base dei dati provvisori ISTAT. Secondo l’organizzazione emerge una contraddizione sempre più evidente tra il valore riconosciuto dai cittadini al Made in Italy e la crescente pressione delle importazioni di grano dall’estero.

Va invece bene la pasta italiana sui mercati internazionali. Secondo le rilevazioni ISTAT, nei primi sette mesi del 2026 le esportazioni sono aumentate del 2,9% in quantità, pari a circa 39mila tonnellate aggiuntive rispetto allo stesso periodo del 2025. Per Coldiretti Puglia è una crescita che conferma la forza del prodotto italiano all’estero, ma che deve tradursi anche in maggiori opportunità economiche per gli agricoltori che producono il grano duro necessario alla trasformazione.

A pesare sulla filiera è anche la questione della reciprocità delle regole produttive. Coldiretti Puglia fa riferimento in particolare all’utilizzo del glifosate in preraccolta, pratica vietata in Italia dal 2016 ma consentita, nel rispetto delle normative locali, in Paesi come il Canada, tra i principali fornitori di grano duro del mercato italiano. Una differenza che, secondo Coldiretti, determina condizioni di concorrenza non omogenee e impone di rafforzare i controlli sui prodotti importati, verificando il rispetto delle norme europee sui residui di fitofarmaci e assicurando piena trasparenza sull’origine delle materie prime utilizzate.

Coldiretti Puglia ribadisce che la tutela della salute dei cittadini deve rappresentare una priorità assoluta, attraverso controlli rigorosi, tracciabilità e applicazione del principio di reciprocità, affinché il grano importato sia sottoposto a garanzie equivalenti a quelle richieste agli agricoltori italiani. Il tema non riguarda soltanto il rispetto dei limiti di legge sui residui, ma anche la necessità di evitare che le differenze tra le normative produttive dei diversi Paesi si traducano in vantaggi competitivi a danno delle imprese nazionali. Per questo l’organizzazione ribadisce la necessità di rafforzare i controlli alle frontiere e lungo tutta la filiera, assicurando ai consumatori informazioni chiare e verificabili sull’origine del grano utilizzato per produrre la pasta.

La situazione è particolarmente delicata per la Puglia, dove il grano duro rappresenta una produzione strategica per l’economia agricola e per la tenuta delle aree rurali. Nel 2025 la produzione regionale si è attestata intorno a 787mila tonnellate, nonostante le difficoltà che attraversano le aziende cerealicole, strette tra costi crescenti, incertezza dei mercati e insufficiente remunerazione del prodotto.

Il legame tra la pasta e il territorio resta profondamente radicato anche nelle abitudini alimentari delle famiglie pugliesi, con orecchiette e cavatelli fatti in casa che continuano a rappresentare un patrimonio della tradizione gastronomica regionale. Coldiretti Puglia aggiunge che si tratta di una cultura del cibo che coinvolge anche le nuove generazioni e che trova nella Dieta Mediterranea un modello alimentare fondato sulla varietà, sull’equilibrio nutrizionale e sulla valorizzazione delle produzioni agricole del territorio.

Per Coldiretti Puglia è indispensabile rafforzare i contratti di filiera pluriennali, garantire prezzi equi e trasparenti, superando le distorsioni nella formazione dei prezzi. Occorre inoltre contrastare le pratiche commerciali sleali, intensificare i controlli sulle importazioni e sostenere la produzione nazionale, affinché il valore economico generato dalla pasta italiana venga distribuito in maniera più equa lungo tutta la filiera.

© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24.com
Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

Puglia, il grano duro è una...

Gli italiani guardano sempre più con interesse alla pasta fatta con...
- 24 Ottobre 2026

Violenza economica: in Italia 128mila donne...

128.000; tante sono le donne che, secondo un’indagine condotta per Facile.it...
- 24 Ottobre 2026

Prevenzione cecità a Triggiano, visite oculistiche...

La Campagna, realizzata con il Patrocinio di APMO (Associazione Pazienti Malattie...
- 24 Ottobre 2026

Bari, partito corteo non autorizzato per...

Il corteo non autorizzato è partito da pochi minuti e sta...
- 24 Ottobre 2026