Nell’ambito dei servizi di controllo economico del territorio finalizzati al contrasto dell’impiego di manodopera “in nero” o irregolare, i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Monopoli hanno concluso un mirato intervento ispettivo nei confronti di uno stabilimento balneare, riscontrando numerose violazioni della normativa in materia di lavoro.
Il controllo, avviato la scorsa estate, si inserisce nel quadro delle iniziative ispettive del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Bari volte a tutelare la legalità economico-finanziaria, nonché a prevenire eventuali condotte illecite e forme di evasione contributiva da parte delle attività commerciali maggiormente interessate dall’affluenza di turisti che si registra nella stagione estiva e dal conseguente incremento della domanda di manodopera.
In tale contesto, particolare attenzione è stata riservata al settore turistico-ricettivo e balneare, nel quale il ricorso a forme di occupazione temporanea possono favorire l’insorgenza di fenomeni di irregolarità in grado di pregiudicare la necessaria tutela dei lavoratori e le corrette dinamiche concorrenziali tra gli operatori del comparto.
Nel corso del controllo, i finanzieri hanno proceduto all’identificazione dei lavoratori presenti e all’esame della relativa documentazione, effettuando mirati riscontri volti a verificare la corrispondenza tra le posizioni formalmente dichiarate e le effettive modalità di impiego e di retribuzione del personale.
A seguito dell’intervento sono stati individuati 8 lavoratori completamente “in nero” e ulteriori 11 posizioni lavorative “irregolari”, la difformità tra gli orari di lavoro contrattualizzati e quelli effettivamente svolti dai dipendenti.
Il controllo ha, altresì, consentito di riscontrare altre violazioni delle disposizioni in materia di tracciabilità delle retribuzioni. È, infatti, emerso che il titolare dello stabilimento era solito corrispondere gli emolumenti spettanti ai dipendenti mediante l’utilizzo di denaro contante e, quindi, in violazione della normativa vigente finalizzata ad assicurare la trasparenza delle transazioni finanziarie e a consentire la verifica delle retribuzioni erogate di fatto ai lavoratori.
Al termine dell’attività ispettiva, sono state contestate sanzioni amministrative per un importo complessivo superiore a 50.000 euro.
L’operazione si inserisce nell’ambito della costante azione svolta dalla Guardia di Finanza a contrasto delle diverse manifestazioni di illegalità economica, con particolare riguardo al fenomeno del lavoro sommerso e delle connesse violazioni di natura previdenziale e fiscale, che costituisce un rilevante fattore di alterazione degli equilibri del mercato e di compromissione delle garanzie riconosciute ai lavoratori.
Il ricorso a manodopera irregolare, oltre a pregiudicare il pieno riconoscimento dei diritti economici, previdenziali e assicurativi dei dipendenti, determina, infatti, indebiti vantaggi competitivi, penalizzando le imprese che esercitano la propria attività nel rispetto della legge.
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