Per gli studenti universitari fuorisede il caro affitti resta una delle difficoltà principali, ma secondo Azione Universitaria Bari le soluzioni non possono limitarsi a nuove restrizioni sulle locazioni turistiche. È la posizione espressa dall’associazione nell’ambito dell’audizione del 22 ottobre delle Commissioni IV, V e VI del Consiglio regionale della Puglia, dedicata alla proposta di regolamento europeo sulla disponibilità e sull’accessibilità economica degli alloggi.
Non è il primo intervento sul tema. Già lo scorso 23 luglio, in occasione dell’esame del disegno di legge regionale n. 76 sulle locazioni turistiche, i rappresentanti universitari avevano portato all’attenzione delle istituzioni una serie di proposte per affrontare l’emergenza abitativa, indicando negli incentivi alla locazione studentesca, nella rigenerazione del patrimonio immobiliare e nel potenziamento dei trasporti alcune delle possibili soluzioni.
Una posizione che, per l’associazione, trova un punto di contatto con la manovra di bilancio 2027 approvata dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre. Il Governo Meloni ha infatti proposto di ridurre la cedolare secca dal 10% al 5% per i contratti a canone concordato, con un’ulteriore riduzione all’1% in presenza di inquilini fino a 35 anni. La misura è ancora soggetta all’esame parlamentare, ma Azione Universitaria la accoglie positivamente perché orientata a rendere fiscalmente più conveniente la locazione abitativa a canoni calmierati.
«Siamo stati tra i primi, sul territorio, a portare il caro affitti nelle sedi istituzionali, proponendo soluzioni e non limitandoci a denunciare il problema. Già a luglio chiedevamo incentivi per i proprietari che scelgono di affittare agli studenti, anziché penalizzare indiscriminatamente chi investe nel settore immobiliare e turistico. La proposta del Governo sulla cedolare secca dimostra che questa è una strada concreta. Ora chiediamo che anche Comune di Bari e Regione Puglia facciano la propria parte, attraverso gli strumenti di loro competenza», dichiarano i rappresentanti di Azione Universitaria.
Per l’associazione, tutelare il diritto allo studio significa individuare soluzioni che rendano più accessibili gli alloggi agli universitari, senza penalizzare i proprietari immobiliari e il settore turistico, risorsa fondamentale per l’economia pugliese. La crescita del settore deve poter convivere con le esigenze di chi sceglie Bari e gli altri poli universitari regionali per il proprio percorso di formazione.
Il confronto assume ulteriore rilevanza alla luce della proposta di regolamento presentata dalla Commissione europea lo scorso settembre. Il documento riconosce nella carenza strutturale di abitazioni uno dei principali fattori della crisi abitativa, evidenziando come le locazioni brevi possano aggravare le difficoltà nei territori già sottoposti a forte pressione. L’impostazione europea richiama inoltre la necessità di interventi fondati su dati oggettivi, proporzionati e rispettosi dei diritti dei proprietari e delle libertà economiche. In questo quadro si inserisce anche la nuova disciplina regionale sulle locazioni turistiche, approvata dal Consiglio pugliese il 20 ottobre, che attribuisce ai Comuni nuovi strumenti per intervenire nelle aree maggiormente interessate dal fenomeno.
Per Azione Universitaria, tuttavia, regolamentare gli affitti brevi non basta: occorre soprattutto rendere più conveniente e sicuro destinare gli immobili agli studenti. Tra le proposte avanzate figurano accordi quadro per favorire i contratti a canone concordato, agevolazioni sui tributi locali, garanzie pubbliche contro il mancato pagamento dei canoni e contributi alla ristrutturazione degli immobili destinati alla locazione universitaria.
Un secondo intervento riguarda il recupero del patrimonio immobiliare pubblico e privato inutilizzato. L’associazione propone un piano straordinario di rigenerazione, attraverso il coinvolgimento di Regione, ADISU e Comuni, per trasformare edifici abbandonati o dismessi in nuovi alloggi per studenti, aumentando la disponibilità di posti letto senza ulteriore consumo di suolo.
Particolare attenzione viene riservata anche alla mobilità. Azione Universitaria propone di prendere spunto dall’esperienza piemontese di Piemove, ampliandone il modello in Puglia attraverso la gratuità del trasporto pubblico extraurbano e ferroviario per gli universitari under 26. A questa misura si affiancherebbero accordi di programma tra Regione e Comuni per il cofinanziamento del trasporto urbano, compreso quello gestito a Bari da AMTAB. L’obiettivo è permettere agli studenti di risiedere anche nei comuni limitrofi ai grandi centri universitari, dove le soluzioni abitative possono essere economicamente più accessibili, senza che il costo degli spostamenti annulli il risparmio sull’affitto.
«Il caro affitti non può essere considerato una responsabilità esclusiva del Governo nazionale. La Regione ha competenze sulle politiche abitative, sul diritto allo studio e sulla mobilità, mentre il Comune può intervenire attraverso il proprio patrimonio immobiliare, le politiche fiscali locali e gli strumenti di programmazione territoriale. Chiediamo che ciascuna istituzione utilizzi le proprie competenze per dare risposte concrete agli studenti», sottolinea l’associazione.
«Noi abbiamo scelto di partecipare ai tavoli istituzionali, confrontarci con le amministrazioni e avanzare soluzioni sostenibili. Vogliamo che Bari e la Puglia siano territori capaci di accogliere gli studenti senza costringerli a scegliere tra il proprio futuro e le possibilità economiche delle loro famiglie».
L’associazione chiede quindi alla Regione Puglia e al Comune di Bari di avviare un confronto operativo sulle proposte presentate, individuando risorse, responsabilità e tempi di attuazione. «Il diritto allo studio si difende con i fatti, non soltanto con gli slogan. Noi siamo pronti a fare la nostra parte. Ora ci aspettiamo che le istituzioni facciano la loro».