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Quando è stato il momento in cui ti sei detto “questo è il lavoro, la passione che voglio portare avanti”?

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È stato il giorno in cui sono entrata in una vera palestra di pugilato, ho visto il ring e mi sono innamorata. Da quel giorno ho incominciato a lavorare per fare del pugilato il mio lavoro.

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Qual è il tuo rapporto con i tuoi strumenti? Esiste un feeling particolare?

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Sono gelosissima dei miei guantoni, mi sono stati regalati dopo aver raggiunto il mio primo obiettivo, il titolo di campionessa. Ovviamente come il 90 % degli atleti durante le gare ho i miei riti, uso sempre le stesse fasce, le stesse calze e scarpette; ho fatto stampare e cucire sulla mia divisa le società che rappresento e il soprannome di una persona a me Cara, come portafortuna.

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Qual è la tua filosofia, il tuo personale modo di vedere il mondo che quotidianamente riporti nel tuo lavoro?

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Sono una persona testarda e determinata, il pugilato ha messo molto in risalto questo mio carattere. Non mi piace darmi per vinta, bisogna lottare fino alla fine… Nel ring sono “costretta” a non arrendermi e lottare fino al suono del gong, e questo mi ha insegnato a non arrendermi anche nella vita reale.

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C’è stato un momento nella tua storia personale, in cui hai dovuto rimetterti in gioco completamente, ricominciare e rivoluzionare il tuo modo di vedere la tua passione?

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C’è ne stato più di uno. Gli infortuni a volte ti mettono KO e non è sempre facile rialzarsi e ricominciare, ma il momento più difficile è stato quando ho perso un po di fiducia in me stessa, nel mio maestro e mi sono ritrovata avanti al bivio: smettere o ricominciare da zero da un’altra parte. È così ho fatto… Perché non riuscirei ad immaginare la mia vita lontana dal ring!

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Quando è stato il momento, quel singolo istante in cui ti sei detto per la prima volta “Forse ce la sto facendo davvero”?

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Credo che sia stata dopo la vittoria dei campionati italiani nel 2013. Quando ho indossato per la prima volta la divisa dell’Italia e ho rappresentato la mia nazione all’estero.

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Qual è il tuo personale obiettivo da raggiungere entro un anno da oggi? … e qual è il tuo obiettivo fisso, quello che ogni volta ricordi a te stesso?

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Il mio personale obiettivo è quello di riuscire a riprendermi il posto in nazionale come titolare, vincere il titolo e conquistarmi così il “tetto d’Italia”. Ogni volta che salgo sul ring mi vengono in mente tutti i sacrifici, le lacrime, le piccole battaglie vinte, il lavoro dei miei maestri e del mio preparatore atletico per arrivare un giorno a realizzare il mio sogno, le olimpiadi!

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Vivi un rapporto particolare con i luoghi in cui hai lavorato? Esistono luoghi dove sei riuscito a sviluppare al meglio la tua passione?

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Per me la palestra è casa! Ti prepari per l’allenamento e inizi a lavorare… È un luogo dove i problemi personali rimangono fuori la porta e ti senti bene, perché l’unica cosa che ti è richiesta è fare quello che ami! Il luogo, o la palestra che mi ha aiutato a crescere di più e a capire meglio il mondo della boxe, è stata la palestra della nazionale italiana ad Assisi, dove devi dare sempre il 110% per spiccare, c’è pressione e competizione… Ma è stato il posto dove ho imparato più cose e ho stretto dei veri legami.

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Come vivi il tuo rapporto con i social? Li sopporti o diventano stimolo?

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I social sono molto utili, la Boxe non è solo sport, ma ad alti livelli è anche spettacolo. Sono un ottimo supporto e aiuti per farsi conoscere. Il pugilato non paga molto, per questo noi atleti stiamo sempre alla ricerca degli sponsor che s’informano su di noi prima tramite i social e poi ci vengono a conoscere di persona. Se giocata bene è una buona “lettera di presentazione”.

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Credi che ad oggi ci siano luoghi ed eventi di confronto per il tuo lavoro?

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A parte gli eventi ufficiali come i campionati non c’è ne sono molti, sopratutto qui al sud, dove noi pugili siamo davvero poche. Per questo mi sto attivando in prima persona e sono diventata responsabile del settore femminile di pugilato qui in Puglia, per far in modo che gli stage di allenamento incomincino a diventare sempre più frequenti, per poter crescere e far conoscere sempre più questo meraviglioso sport.

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La passione che sviluppi ha un suo proprio linguaggio specifico? Nel tempo son stati creati siti internet dove potremmo curiosare e provare ad entrare nel tuo mondo?

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La boxe ha un suo linguaggio tecnico molto semplice da imparare. Il sito ufficiale della nostra federazione è il nostro punto di riferimento (www.fpi.it), qui si trova la storia di questo, i nostri migliori pugili a livello internazionale, tutte le news riguardanti il nostro mondo, il regolamento e tutte le comunicazioni ufficiali. Però credo che anche navigando semplicemente su internet si possa trovare moltissimo materiale.

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Se un ragazzo di oggi decidesse di intraprendere la tua strada, cosa consiglieresti? Accetteresti apprendisti?

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Sono sempre contenta quando qualche ragazzina o ragazzino si affaccia a questo mondo. Gli dico di prenderla come un gioco, di divertirsi, gli racconto le mie emozioni quando saldo sul ring e del perché alla fine di ogni campionato rifarei tutti i sacrifici fatti. Per fare agonismo nella vita ci vuole carattere, ma bisogna avere pazienza perché lo si forma con il tempo. Quando un giorno smetterò di fare l’atleta, intraprenderò la via dell’insegnamento.


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