Davide Franco Restaurant Manager Helene Darroze, Connaught Londra

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Presentati a noi e ai nostri lettori in poche parole, in pochi caratteri direbbe Twitter, usa insomma le prime che ti vengono in mente per definirti.\r\n\r\nDavide Franco, lavoro nella ristorazione da quando avevo 14 anni, adoro mangiare ma soprattutto adoro il fascino e l’adrenalina di un servizio di sala. Per quanto possa sembrare semplice, implica l’utilizzo di tutti i sensi.\r\n\r\nTi senti un predestinato o quello che adesso stai facendo è frutto essenzialmente del caso?\r\n\r\nCredo che tutto quello che sono riuscito a ottenere sia stato frutto di duro lavoro, tanti sacrifici che hanno portato a grandi soddisfazioni. Porsi obiettivi a breve e lungo termine aiuta molto, tutto dipende da se stessi, credo che nulla arrivi a caso.\r\n\r\nDove e quando è cominciata la tua avventura?\r\n\r\nHo studiato all’Istituto Alberghiero di Molfetta e ho sempre lavorato, per “farmi le ossa” come si suol dire, in ristoranti della mia città natale, Trani, durante il periodo degli studi. Appena diplomato ho avuto il piacere di incontrare Lucia, amica di famiglia, che mi ha introdotto nella ristorazione e hotellerie di lusso, qualcosa che fino a quel momento non avrei mai potuto neanche immaginare. Grazie a lei ho avuto l’opportunità di entrare a lavorare in una delle realtà più belle del mondo, Il Grand Hotel a Villa Feltrinelli di Gargnano (BS) sul Lago di Garda (5 stelle lusso con ristorante 1 stella Michelin).\r\nDi li è stato un susseguirsi di emozioni ed esperienze, come se si fossero aperte le porte del paradiso, Il Ristorante Trussardi alla Scala di Milano dove sono riuscito a ottenere la posizione di Restaurant Manager. Non contento mi sono trasferito a Londra e ho deciso di rimettermi in gioco, lavorando al Dinner by Heston Blumenthal (n.7 al mondo per la classifica San Pellegrino e 2 stelle Michelin), all’apertura del ristorante Fera at The Claridges Hotel (5 stelle lusso e 1 stella Michelin) in uno dei più rinomati hotel Londinesi e nel mondo, Marcus Wareing (2 stelle Michelin e giudice al Masterchef Professional in UK) e infine la mia prima posizione manageriale al Helene Darroze at The Connaught Hotel (5 stelle lusso e 2 stelle Michelin).\r\n\r\nRaccontaci la tua missione, il tuo obiettivo finale, lo scopo che ti spinge a svegliarti e a fare quello che fai.\r\n\r\nNel nostro lavoro la passione conta più di tutto, fin quando ne avrò continuerò ad andare a gonfie vele.\r\nIn un rito importante della vita quotidiana come il pasto, vedere gente felice che passa bei momenti a tavola, gente che ti ringrazia per la favolosa esperienza, gente che torna nel ristorante perché sa che tu ti prenderai cura di loro, ti da la carica giusta, ti fa passare oltre le lunghe giornate dedicate al lavoro.\r\n\r\nAssegnando delle percentuali, secondo te, per riuscire nella vita, quanto conta la fortuna, quanto la bravura e quanto la caparbietà?\r\n\r\nDirei 35% bravura, 55% caparbietà, 10% fortuna.\r\nA volte essere bravo è molto importante ma non è tutto, per me la caparbietà fa la differenza, è importante saper vincere e gestire le vittorie, ma sopratutto saper perdere e rialzarsi, e tornare più forte e determinato prima. Se hai i primi due elementi la fortuna arriva, perché non puoi passare inosservato.\r\n\r\nIl tuo legame con la tua terra d’origine. Quanto c’è di lei nelle creazioni alle quali dai vita, e soprattutto quanto c’è di lei in te?\r\n\r\nAmo la mia Puglia, e avendo girato il mondo mi luccicano gli occhi quando la gente straniera ne parla con così tanta passione. Tutti mi chiedono cosa ci fai a Londra se arrivi da una terra così fantastica?\r\nAbbiamo un senso di ospitalità unico nel nostro DNA, e questo mi ha sempre aiutato nel mio lavoro, ogni cliente che ho avuto nel ristorante è come se fosse stato invitato a mangiare a casa mia. E questo ti assicuro fa la differenza, GRAZIE PUGLIA!!!!\r\n\r\nSei un fanatico del ”fast” o il tuo stile è più orientato verso lo ”slow”?\r\n\r\nSono un fanatico del fast nel mio lavoro, in quanto bisogna essere sempre al passo coi tempi e con il mondo che ci circonda, ma allo stesso tempo fanatico dello slow nella mia vita personale, non si può sempre correre.\r\n\r\nChiudi gli occhi e visualizza un’istantanea in particolare, un momento, un attimo, una situazione nella quale hai pensato ”c*** ce la posso fare sul serio”\r\n\r\nHo tante istantanee in mente, secondo me arrivare in vetta è importante, ma ancora più importante è restarci, è la parte più complicata che richiede tanto sacrificio, dedizione e costanza.\r\n\r\nCome tutti, presumo, avrai affrontato anche tu nel tuo ambito lavorativo momenti di scoramento, che ne so, con qualche collega, con un socio, o con l’opprimente e macchinoso titano della burocrazia. Come ne sei venuto fuori?\r\n\r\nMomenti difficili capitano a tutti, l’importante è rimboccarsi le maniche e essere consapevoli delle proprie capacità.\r\nUno dei periodi più difficili è stato lasciare Milano, con una posizione lavorativa ben consolidata, per Londra dove avrei dovuto ricominciare tutto da zero. È stata dura ma quel 55% di caparbietà ha aiutato, e ora finalmente posso dire di aver ripreso una buona rotta anche a Londra.\r\n\r\nWoody Allen diceva che l’arte del cinema si ispira indubbiamente alla vita. La tua arte, invece, a cosa si ispira?\r\n\r\nCredo che il servizio di un ristorante sia una forma d’arte e come tale è fonte di ispirazione per me e sono sicuro per tanti altri colleghi.


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