BARI – Sono trascorsi 4 anni, ma l’Higuita di Matera, l’indimenticato portiere di Bari e Foggia, è sempre nei cuori dei suoi tifosi. Sono passati 4 anni da quel maledetto infarto che ha interrotto la sua vita a soli 43 anni. Appassionato di musica reggae e innamorato della batteria, ma il suo habitat naturale era il campo di calcio. Nonostante non avesse un’altezza eccezionale (1 metro e 77 centimetri per un portiere non sono molti) tra i pali era un gatto: quanto a forza fisica, istinto, agilità, coraggio e abilità nelle uscite non aveva molti rivali. Cresciuto con Zeman in panchina, ha imparato subito ad usare i piedi come un calciatore di movimento, d’altronde con il boemo lui era praticamente il libero aggiunto. Persona affabile, discreta, non amava i protagonismi e le prime donne, ma grazie al suo carisma era nato capitano. Memorabili alcune sue parate, ad esempio quelle in un Bari-Milan del 15 novembre del 1998. A dir poco incredibile quella effettuata su un colpo di testa da un metro di Ganz, vedere per credere. Ciao Franco!

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