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Dal 20 marzo è possibile seguire su Sky Atlantic la miniserie britannico-americana The Night Manager tratta dal romanzo di John le Carré, Il direttore di notte.\r\n\r\nL’azione parte a Il Cairo, dove la vita dell’affascinante Jonathan Pine (Tom Hiddleston), direttore di notte di un lussuoso albergo, viene sconvolta dall’incontro con una bellissima e misteriosa signora egiziana.\r\n\r\nLa breve liason dà il la alla storia che vedrà Pine essere assoldato dai servizi segreti britannici nella figura di Angela Burr (Olivia Colman) come infiltrato nella cerchia di uno spietato e ricchissimo trafficante d’armi, Richard Onslow Roper (Hugh Laurie).\r\n\r\nLa missione di Pine lo porta a cambiare identità e a convivere a stretto contatto con gli affetti e con i colleghi di Roper fino a creare relazioni necessarie alla sua sopravvivenza.\r\n\r\nLe Carré, qui autore del soggetto, ci regala una miniserie di tutto rispetto sul tema che l’ha reso famoso, una raffinata e tesa spy story animata da personaggi memorabili.\r\n\r\nLa regia della danese Susanne Bier segue in maniera esteticamente impeccabile le avventure del protagonista in un ambiente sfavillante dal fascino sinistro. Così come per quanto concerne la storia e la costruzione dei personaggi, anche la regia non riserva particolari sorprese, ma possiamo dire che, in generale, il punto forte di questa miniserie non è l’originalità.\r\n\r\nI personaggi sono molto ben interpretati sia dai protagonisti Tom Hiddleston e Hugh Laurie, sia dai comprimari quali Elizabeth Debicki (Jed, la pupa del boss) e Tom Hollander  (Lance Corkoran, il suo braccio destro), ma tutti rivestono esattamente il ruolo che ci si aspetta da loro. Il cattivo rimane cattivo,  per quanto possa riscuotere una certa simpatia nello spettatore; il buono è un personaggio tutto d’un pezzo, coraggioso e scaltro e non tradisce mai la sua figura di agente segreto britannico freddo, lucido e padrone di sé anche nei momenti più critici. Le figure femminili non vanno oltre il cliché del lato sensibile (e debole) della criminalità organizzata, inconsapevoli di come facciano a vivere in un tale livello di lusso  e a esaudire ogni loro più costoso desiderio. Una volta capito da parte risiede il bene, però, questi angeli del focolare sapranno da che parte stare.\r\n\r\nL’attrazione fatale che le figure femminili di questa serie provano nei confronti degli occhioni azzurri di Tom Hiddleston/Jonathan Pine è estremamente d’aiuto a far pendere dal lato giusto la bilancia di questo intrigo internazionale: come il suo illustre collega James Bond, Pine è circondato da avvenenti fanciulle che, grandi estimatrici dell’accento britannico, cadono puntualmente ai suo piedi.\r\n\r\nLa trama, allo stesso modo, per quanto sia ben scritta, non rivela grandi scossoni. I momenti di tensione sono senza dubbio presenti e ben costruiti, ma sempre in una consequenzialità di fondo che abbiamo ormai appreso nella visione  dei numerosi film di spionaggio che hanno preceduto The Night Manager.\r\n\r\nLa qualità di questo prodotto sta proprio nell’essere del tutto avvincente e godibile nonostante la scarsa originalità della trama e dei personaggi. I punti di forza stanno proprio in una scrittura e in una regia molto eleganti e nell’ottima e solida performance dei suoi interpreti: Hiddlestone si allena per un futuro possibile James Bond, nonostante si sia preoccupato di smentire le voci che lo vedrebbero erede di Danel Craig nell’indossare i panni dell’agente segreto più famoso del mondo.\r\n\r\nLaurie allo stesso modo non tradisce la sua lunga e onorata carriera di amabili burberi, coronata ovviamente dal medico che l’ha reso famoso al grande pubblico, il Dottor House, con un trafficante dal volto umano piuttosto inquietante, cinico e delirante nel suo realismo che lo porta a saper leggere l’orrore umano e a diventarne la massima espressione.\r\n\r\nUn altro aspetto interessante sta nel ruolo delle istituzioni, background di puntata in puntata sempre più ingombrante e decisivo: la serie ci insegna che la corruzione dilaga in ogni ambiente e che non c’è un vero organo di garanzia per chi decide di operare nel giusto. L’interesse personale e economico, oltre che il mantenimento dello status quo politico non guardano in faccia a nessuno, che si tratti dell’anonimato delle vittime innocenti di una guerra o dell’attacco a persone note e ai loro cari.\r\n\r\nIn ogni ambiente bene e male sono categorie trasversali e poco importa se si è al di là o al di qua del muro della società civile: The Night Manager si avventura in una lezione ad oggi un po’ ardita, in cui singole persone eroiche con una forte tempra morale e un alto senso del rischio sono in grado di rendere questo mondo un posto, se non migliore, un po’ meno schifoso.\r\n\r\nThe Night Manager rimane comunque un prodotto di intrattenimento estremamente godibile e ottimamente riuscito, proprio grazie all’esiguo numero di puntate che permette di mantenere l’attenzione viva per tutta la storia.\r\n\r\nConsigliamo la visione agli appassionati del genere spy e a chiunque voglia godersi la prova di due attori dal forte carisma, soprattutto per quanto riguarda l’astro nascente di Hiddlestone la cui carriera non possiamo fare a meno di tenere sotto attenta osservazione.\r\n\r\n \r\n\r\n 


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