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Tangenti al Petruzzelli: “Fatture gonfiate anche per coprire le spese legali”

Pubblicato da: Vincenzo Damiani | Mer, 22 Marzo 2023 - 09:09
Foto Facebook Petruzzelli

BARI – Vito Longo, l’ex direttore amministrativo della fondazione Petruzzelli arrestato perché avrebbe intascato alcune mazzette e posto ai domiciliari lo scorso gennaio, potrebbe reiterare il reato perché “è pienamente inserito nel settore dello spettacolo teatrale” e ha la “capacità di permeare le amministrazioni pubbliche per intercettare finanziamenti”. Lo sostengono i giudici del Riesame nelle motivazioni del provvedimento con cui hanno confermato gli arresti domiciliari. L’inchiesta del pm Fabio Buquicchio e della Digos riguarda presunte mazzette e appalti truccati al teatro Petruzzelli. Longo è accusato di corruzione per aver intascato in meno di due mesi 20mila euro in cambio di aggiudicazioni di appalti, oltre a Longo furono arrestati anche 4 imprenditori. Gli indagati “si preoccupavano anche di far uscire dalle fatture i soldi per l’avvocato, al pari di una vera e propria associazione per delinquere”, scrivono sempre i giudici. “I fatti emersi sono gravissimi – si legge nel provvedimento – per la sistematicità delle condotte illecite e dei rapporti illeciti e di cointeressenza tra gli indagati e per le rilevanti ripercussioni finanziarie ed economiche ai danni della Fondazione. Non si tratta – scrive il Riesame – di una condotta occasionale, perché Vito Longo ha instaurato un consolidato e collaudato sistema volto all’affidamento diretto di servizi necessari allo svolgimento delle varie rappresentazioni teatrali ed altro, dietro pagamento di tangenti. Il suo modus operandi si è ripetuto pedissequamente durante tutto il periodo dell’attività tecnica di intercettazione svolto” e “non si è interrotto neanche quando l’indagato era pienamente consapevole delle indagini in corso”. A questo proposito i giudici parlano di “inusuale capacità dell’indagato di creare situazioni a lui favorevoli ed univocamente strumentali ad impedire accertamenti giudiziari nei suoi confronti”.

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