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Se ne è andato proprio il giorno in cui morì Antonio Gramsci, l’antropologo Vittorio Delfino Pesce, insigne studioso dell’Università di Bari. Laureato in Medicina e Chirurgia, era specialista in Anatomia e Istologia patologica e docente di Antropologia presso l’Università di Bari. Ha coordinato numerosi gruppi di ricerca in campo biologico, antropologico matematico applicato alla morfologia. La sua notorietà era legata a due ricerche di rilevanza mondiale: l’originale studio sulla Sacra Sindone di Torino, a cui dedicò il saggio edito da Dedalo “E l’uomo creò la Sindone”, e il coordinamento delle ricerche per l’Uomo di Altamura, reperto millenario ritrovato nella grotta di Lamalunga nella Murgia.

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Raffaele Licinio, collega medievista dell’Università di Bari lo ricorda su Fb così: “Piango la scomparsa, questa mattina, di un grande amico, di un grande scienziato, di un grande compagno, uno studioso coraggioso e fuori dagli schemi, che ha legato il suo nome anche al rapporto tra storia e scienza, dalle sue ricerche sulla Sindone, dichiarata un falso medievale quando ancora erano in pochi gli scienziati italiani che osavano affermarlo, a quelle sul cosiddetto “Uomo di Altamura”. Non credeva nell’aldilà, Vittorio Pesce Delfino, ma sono convinto che se Zeus esiste, sarà lieto di accoglierlo e di affidargli la direzione di nuovi esperimenti e nuove ricerche scientifiche”.

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Curò anche il progetto Sarastro per dare plastica rappresentazione visiva all’Uomo di Altamura, ma il sistema non andò mai in funzione. Colpa di burocrazie in grado di spegnere ogni entusiasmo scientifico ed esistenziale…

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L’ultimo saluto a Delfino Pesce è in programma domani 28 aprile, alle ore 15, nella Sala del commiato del Cimitero di Bari.


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