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I bambini quando sono molto piccoli hanno una caratteristica comune, che può essere tanto bella quanto pericolosa: tendono a fidarsi ciecamente degli adulti, in particolare delle loro figure di riferimento quali madre, padre, zii, nonni, maestre. Una delle modalità di interazione più semplici e belle per relazionarsi a loro è il gioco, utilizzato anche per far compiere loro azioni meno gradite come fare il bagnetto e tagliare i capelli. Fiducia nei confronti degli adulti e gioco sono anche le armi che possono facilitare un abuso nei confronti del minore, che, se troppo piccolo, può non rendersi conto di quello che succede realmente.\r\n\r\nIl fenomeno degli abusi fisici e sessuali sui bambini è un fenomeno importante, delicato e frequente. Sono troppi i casi di “veri positivi”, ossia di abusi che effettivamente sono avvenuti, ma sono tanti anche i casi di “falsi positivi”, vale a dire abusi denunciati ma che in realtà non sono mai avvenuti. Perché avviene questo? A volte succede perché i bambini, coinvolti nelle lotte di separazione dei loro genitori, sono portati in qualche modo a fare determinate affermazioni. A volte loro possono inventare di sana pianta quello che è avvenuto. A volte però può succedere che inconsapevolmente introducano dei falsi ricordi all’interno delle loro memorie. Per capire come questo possa avvenire bisogna partire da una chiarificazione. In uno studio veniva chiesto a degli studenti se fossero d’accordo con questa affermazione: “la memoria può essere paragonata a un cassetto nella mente in cui depositiamo materiale che possiamo prelevare quando ci serve. Talvolta qualcosa sparisce dal “cassetto” e noi diciamo di aver dimenticato”, l‘85% dei partecipanti si è detto d’accordo.\r\n\r\nIn realtà la memoria non può essere paragonata ad un contenitore nel quale si inserisce materiale e poi lo si preleva intatto. La memoria infatti non si costruisce tanto nel momento di inserimento del ricordo quanto nel recupero di esso. Spesso inconsciamente adattiamo le nostre memorie alle conoscenze attuali, costruendo una falsa idea. Elizabeth Loftus ha portato avanti alcuni esperimenti nei quali ai soggetti, testimoni di un evento, venivano date delle piccole informazioni fuorvianti su di esso e inseguito venivano sottoposte ad un test di memoria; la maggior parte di loro avevano la tendenza ad incorporare le informazioni fuorvianti false o errate all’interno dei loro ricordi: tale fenomeno è stato rinominato “effetto informazione fuorviante”. Un esempio banale potrebbe essere questo: state camminando per strada e vi scontrate con una donna sulla sessantina, raccontate l’evento ad una vostra amica e lei dopo qualche giorno vi chiede:“hai scoperto come si chiama la signora con i capelli grigi di cui mi hai parlato?”. Il particolare “capelli grigi” non è stato narrato da voi, forse potrebbe essere stata una deduzione del vostro interlocutore, tuttavia potrebbe inserirsi nel vostro ricordo e farvi ricordare a distanza di tempo che la signora avesse i capelli grigi. Secondo la Loftus proprio questo fenomeno potrebbe portare alla costruzione di false memorie di abusi sessuali infantili.\r\n\r\nPotrebbe succedere per esempio che i bambini vengano sottoposti a queste informazioni fuorvianti dai genitori, tramite domande ambigue ripetute più volte o tramite narrazioni, oppure i bambini potrebbero apprendere informazione dai televisori, per esempio da un telegiornale.\r\n\r\nUna valutazione della prevalenza di abuso sessuale minorile è molto difficile in quanto molti casi di abuso realmente commessi non vengono scoperti o denunciati, molti altri non corrispondono ad abusi realmente accaduti. Discriminare i veri abusi da quelli in cui si considera erroneamente abuso un comportamento non abusante e distinguere comportamenti genuinamente affettuosi tra bambino e adulto dai casi in cui non si riconosce come abusante un comportamento che invece lo è, è un’impresa davvero complicata e delicata. Basti pensare al caso di presunto abuso su 21 bambini della scuola di Rovere di Rignano Flaminio, che rimane una delle storie giudiziarie e umane davvero lunga e controversa, terminato con l’assoluzione dei 5 imputati.\r\n\r\nLe paure e i dubbi restano e rischi sono tanti: un bambino che è stato realmente abusato potrebbe subire una seconda vittimizzazione, un bambino che non è stato abusato potrebbe comunque vivere un’esperienza altamente traumatica e inoltre non bisogna sottovalutare il rischio di condannare degli innocenti, una condanna che non si limita ad una pena giudiziaria ma si estende a tutta la vita privata, sociale e lavorativa.


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