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La medicina rigenerativa è una branca molto recente, nata con la proposta di Whitman nel 1997 di integrare nella colla di fibrina dei concentrati piastrinici. Nel 1998 Marx et al hanno dimostrato che il concentrato piastrinico (PRP) era in grado di indurre rigenerazione ossea in campo odonto-stomatologico. 
Nello stesso periodo si è scoperta la possibilità delle cellule staminali di riparare molteplici tessuti.
 La medicina rigenerativa si basa dunque sull’impiego clinico di cellule staminali e/o di prodotti biologici (PRP), che hanno la proprietà di indurre la migrazione delle cellule staminali nel tessuto danneggiato, di stimolarle a riprodursi e, alla fine del processo, di ottenere la riparazione dei tessuti lesi. 
Quando i tessuti sono danneggiati, le cellule staminali sono in grado di promuovere la riparazione di tessuti di varia natura come pelle, tendini, ossa, muscoli. 
Questa peculiare capacità delle cellule staminali può essere sfruttata per applicazioni terapeutiche che sono praticamente illimitate. 
Alcune applicazioni cliniche sono già attuate e permettono la risoluzione di complicati problemi ricostruttivi mediante procedure tecnicamente relativamente semplici. I campi di applicazioni dove si sono avuti i migliori e più rapidi risultati sono nell’ambito della chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica quali nelle ulcere cutanee vascolari, da pressione (decubito), post-traumatiche e diabetiche, lesione traumatiche e degenerative dei tendini, ferite difficili, perdite di sostanza croniche o ovunque persista un’alterazione nei processi di guarigione e anche nella prevenzione dell’invecchiamento cutaneo.
 Le moderne tecniche di cura nella medicina e chirurgia rigenerativa prevedono anche l’impiego di biomateriali sintetici, abbinati o meno a cellule staminali autologhe, ottenute dal tessuto adiposo, o presenti nel gel piastrinico autologo (ricavato dal plasma dello stesso paziente), od omologo.
Tra i vari approcci terapeutici più frequentemente utilizzati dal chirurgo plastico sia in ambito ricostruttivo sai estetico è il lipofilling \r\n\r\nNell’ultimo decennio numerosi studi hanno dimostrato che il tessuto adiposo, al pari del midollo osseo è ricchissimo di cellule staminali totipotenti ciò ha contribuito allo sviluppo e alla diffusione della medicina rigenerativa e ad applicazioni potenzialmente straordinarie nella chirurgia ricostruttiva, ripartiva ed estetica. Il lipofilling o trapianto di grasso è una procedura chirurgica che prevede l’aspirazione del grasso in eccesso prelevato dallo stesso paziente (addome, fianchi, cosce, ginocchia, glutei) tramite cannule collegate a siringhe e successivamente re-iniettato nell’area corporea da trattare. Il lipofilling grazie quindi al ricco contenuto di cellule staminali nel tessuto adiposo reimpiantato, apporta un miglioramento qualitativo ai tessuti riceventi e alla cute sovrastante, permettendo di ripristinarne il normale trofismo dei tegumenti trovando impiego ed indicazione nel trattamento delle regioni cutanee cicatriziali, in particolare negli esiti di radioterapia; mentre nel campo della chirurgia estetica trova indicazione per il ringiovanimento del volto e/o nella correzione del profilo di alcune sue aree (zigomi, labbra, solchi naso-genieni, mento, mandibola, atrofie localizzate). 
Il lipofilling trova applicazione anche nella mammella per la correzione di asimmetrie mammarie, per il trattamento dei danni tissutali provocati da radioterapia, per la riduzione della contrattura capsulare, per la correzione delle deformità del contorno della mammella, per l’aumento di spessore della cute, per la correzione dei difetti che possono permanere dopo ricostruzione con protesi, e negli esiti di quadrantectomia.\r\n\r\n 


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