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BARI – I 230mila euro spesi dalla Fondazione Petruzzelli durante la gestione di Vito Longo per l’acquisto dell’acqua minerale non sono passati inosservati. Il pm Fabio Buquicchio ha voluto approfondire la vicenda e ha convocato in Procura, come persona sottoposta ad indagine, il commerciante che ha venduto le bottiglie. Si tratta di Giuseppe Garbetta, indagato con l’accusa di peculato in concorso con Vito Longo. Secondo la magistratura inquirente, Longo avrebbe distratto soldi della Fondazione per l’acquisto di beni personali. In sostanza, sempre secondo l’ipotesi accusatoria, il danaro pubblico non sarebbe stato utilizzato solo per acquistare le bottiglie di acqua minerale, ma anche per comprare altri prodotti per l’uso privato dell’ex amministratore. Il commerciante, rappresentato dagli avvocati Gaetano Sassanelli e Gianluca Loconsole, si è difeso sostenendo di non aver gonfiato le fatture e di non aver incassato nemmeno un centesimo in più rispetto al prezzo reale dei beni venduti.\r\n\r\nStando sempre alle indagini della Procura barese, ormai agli sgoccioli, in 5 anni la fondazione avrebbe speso 230mila euro per l’acquisto di bottigliette d’acqua minerale, in realtà oltre all’acqua sarebbero stati acquistati cosmetici, profumi e bottiglie di alcolici. I fatti contestati si riferiscono al periodo 2010-2015, il presunto danno causato al teatro ammonterebbe a più di 100mila euro. Gli investigatori hanno calcolato, tramite le fatture e i relativi bonifici, importi rimborsati alla ditta per circa 1.500 euro al mese per sei anni.\r\n\r\nL’indagine sulle presunte mazzette\r\n\r\nIl numero degli indagati è salito e, con ogni probabilità, altre persone saranno coinvolte. Inizialmente, oltre a Longo furono indagati quattro imprenditori, l’accusa è di corruzione: secondo la Procura l’ex direttore amministrativo avrebbe intascato in meno di due mesi, da ottobre a novembre 2015, circa 20mila euro e in cambio avrebbe favorito le società “amiche” assicurando loro alcuni appalti.\r\n

La replica della difesa di Longo

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La difesa di Vito Longo, rappresentata dall’avvocato Michele Laforgia, “esclude categoricamente che sia mai stato utilizzato denaro della Fondazione per spese personali. Non esiste sino ad oggi alcuna contestazione ufficiale in ordine al reato di peculato, tantomeno a carico di terzi totalmente estranei ai fatti. Se davvero esiste una indagine in questo senso sarebbe totalmente infondata e la diffusione anticipata della notizia, evidentemente, un reato”.

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