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Chi ha fatto sport, sa bene che, alla fine della partita/match/incontro, si stringe la mano dell’avversario. Chiunque esso sia, qualunque cosa abbia fatto, indipendentemente dal risultato.  Questo è lo sport. Vale nel campetto della parrocchia, come negli stadi. \r\nPuoi decidere se partecipare o meno a una competizione, vedi boicottaggi di precedenti edizioni olimpiche o giocare o no la coppa Davis col Cile, ma non è questo il tema.\r\n\r\n\r\nEsistono delle regole che non possono essere infrante e che non ammettono eccezioni.\r\nLa stretta di mano è un simbolo potente, che suggella il patto sportivo, a prescindere da ogni razza, etnia, nazione, deve essere una regola da rispettare, sempre e comunque.\r\nPer questo, l’episodio dell’atleta che, proprio alle olimpiadi, l’evento sportivo mondiale più carico di simboli e messaggi importanti (si fermavano le guerre…), rifiuta di stringere la mano all’avversario, è inaccettabile, a prescindere dalle nazioni in causa o dallo sport in questione. Non c’è da discutere. Ci vuole una sanzione forte e inappellabile.\r\nEsemplare, come è esemplare lo spirito sportivo, e olimpico nella sua massima rappresentazione, da proteggere. Sempre.


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