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Acquisire storici marchi nazionali e internazionali “dormienti” e griffe dismesse da privati o da fondi e riportarli in pista di lancio sfruttando gli enormi giacimenti di professionalità, qualità e affidabilità del settore tessile e abbigliamento pugliese. Si chiama “Apulia Inv&Co.” ed è un progetto che in 5 anni punta a 100 milioni di euro di fatturato e ad un perimetro di licenze e retail di 300 milioni. A lanciarlo, gli imprenditori Luciano Donatelli e Fabio Mazzocca. Donatelli è un profondo conoscitore della filiera del tessile-moda-abbigliamento italiana, con una lunga esperienza in Zegna e fautore di licenze prestigiose quali Gucci, Dunhill, Givenchy, Valentino. Nel suo recente passato è stato inoltre presidente di Confindustria Biella e vice presidente di Confindustria Piemonte. Mazzocca è fondatore e presidente della Wake Up, società di Barletta specializzata nella comunicazione del settore moda.

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“Si calcola che oggi esistano circa 200/300 marchi premium dismessi e dimenticati, con magnifiche storie”, spiega Donatelli. “Solo in Italia sono 40/50 i marchi che per passaggi generazionali, inadeguatezza del management, incapacità di internazionalizzare, problemi finanziari e svariate altre ragioni sono in fase di stallo, ma hanno ancora una storia da raccontare e potrebbero essere rilanciati. Noi crediamo di poterli rivitalizzare, mettendoli a disposizione di aziende finora soltanto sfruttate dai grandi marchi”. “La nostra è una sfida”, aggiunge Mazzocca. “Vogliamo riscattare l’immagine del made in Puglia nel consumatore finale. Wake Up conosce bene questo settore e nessuno come noi sa quanto valgano le aziende del nostro territorio. E quanta voglia di emergere abbiano i nostri imprenditori. Abbiamo già contattato tantissime realtà, specializzate in abbigliamento maschile e femminile, senza trascurare accessori e scarpe, ed abbiamo già ottenuto molte adesioni. Vogliamo imporci nei segmenti e del lusso e del lusso accessibile o aspirazionale.

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Donatelli e Mazzocca puntano a costruire una holding di partecipazione di diritto italiano, a cui potranno aderire aziende, marchi e licenze. “Ma con un’angolazione diversa dai colossi stranieri, in particolare francesi, inglesi o americani, che hanno fatto fortuna grazie alle imprese manifatturiere italiane, lasciando però a loro solo una marginalità industriale molto contenuta”, spiega Donatelli. “La missione è creare un sistema stabile, che consenta una crescita duratura nel tempo. Al raggiungimento di questi obiettivi concorrono la proprietà dei marchi e un internazionalizzazione di livello, articolata nei vari segmenti (online e retail). Il progetto partirà dalla Puglia, con un’importante testa di ponte in Piemonte e Lombardia e un prestigioso show-room del fashion internazionale a Milano”.

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“Alla base di questo progetto c’è il made in Italy”, prosegue Donatelli. “Crediamo che le imprese pugliesi possano soddisfare appieno le nostre esigenze da questo punto di vista, perché alla base c’è una lunghissima e storica eccellenza tessile e sartoriale, non seconda ad altre realtà”.

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Il progetto “Apulia Inv&Co” ha anche un altro obiettivo primario. “Abbiamo l’ambizione di formare in Puglia nuove professionalità tessili che oggi sono sempre più orientate a tecnologie guidate da ottimi programmatori, ingegneri informatici, meccanici e designer high tech”, aggiunge Donatelli. “E’ sintomatico che la maggior parte delle macchine tessili sia prodotta in Germania e in Giappone. Con la robotizzazione mancano programmatori e tecnici informatici che spesso vengono reclutati in Polonia, Albania e altre nazioni dell’est e poi formati in Germania. Altra frontiera è la creatività, il visual, ma soprattutto l’on-line, che oggi è dominato nel tessile da Inghilterra, Francia ed Usa. E’ un’occasione ghiotta per i nostri giovani, che sono sicuramente più creativi e circondati da tutto ciò che c’è di bello nel mondo”.

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Un progetto, dunque, ambizioso, che nasce in Puglia, grazie all’incontro con Wake Up, che “con l’internazionalizzazione delle sue attività e i suoi recenti successi professionali”, conclude Donatelli, “sta dando prova di dinamicità creativa con la coscienza del grosso potenziale della sua terra”.

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Una terra che esprime eccellenze, ma che nel comparto tessile fashion è di fatto un “ghost producer”, a differenza dei settori agroalimentari e turistici, “a cui peraltro”, conclude Mazzocca, “non escludiamo di allargare il raggio d’azione di Apulia Inv&Co”.

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La prima acquisizione della nuova holding si concretizzerà nei prossimi mesi.

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