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Un saluto cari fratelli bikers dal vostro Max Boccasile, oggi parliamo di viaggi. Si dice che partire è un po’ morire, ma secondo me è “il tornare” che ci lascia l’amaro in bocca. Ci sono i viaggi preparati, quelli programmati nei minimi dettagli da tempo immemore, quelli che per partire si legge pure l’oroscopo e se Nettuno e Plutone in quel giorno sono nella settima casa, tu ti senti di morire perché non c’hai manco la prima di casa, quelli che è tutto pianificato, pure l’usura delle gomme e il numero esatto di moscerini che impatterai durante il tragitto, quelli che hai la moto concepita a tavolino per viaggiare, la moto “totale” e poi invece ci sono quelli che piacciono a me.\r\n\r\nQuali? Quelli che, tagliando alla moto (Qualsiasi essa sia…meglio ancora se un missile adatto solo per girare in pista…e nemmeno in tutte) e più o meno sai in quale parte del mondo andrai, quelli che non hai date e orari da rispettare e fai un po’ il cacchio che ti pare, tanto non te ne frega niente, ti vuoi fermare… ti fermi, vuoi continuare…continui, tanto l’unica cosa che importa è avere un po’ di benzina e due ruote pronte ad accompagnarti dove il tuo istinto vorrà. La notte prima dici agli amici che non puoi fare tardi perché l’indomani ti aspetta un lungo viaggio, ma puntualmente finisci in qualche pub pseudo irlandese a bere birra e a fare a pugni con qualcuno solo perché ha barato a freccette.\r\n\r\nLa mattina puzzi così tanto di birra che sei pronto per essere assunto come ottavo nano di Biancaneve e il tuo nome di battaglia sarà “Luppolo”. Fai colazione al bar con un cornetto riscaldato al microonde, la crema al suo interno è così bollente che per mangiarlo dovresti farti foderare la lingua con l’eternit, ma tu sei un motociclista e te ne sbatti dell’ustione del cavo orale e lasci che sia la lacrimuccia di dolore che sgattaiola dall’occhio destro, a parlare e imprecare per te in quel momento. Hai le farfalle nello stomaco e non capisci se è l’emozione del viaggio che stai per compiere o semplicemente è la crema bollente che sta facendo effetto sulle tue viscere. Inizi a salutare tutti, pure quelli che non conosci, pure quelli che c’hai sul cu….naso e dici a chiunque che stai per partire, ti rendi conto che non gliene frega niente a nessuno, perché non sanno nemmeno chi sei.\r\n\r\nMa tu non hai tempo di pensare a questi comuni mortali che non sanno nemmeno cosa sia una moto, saluti tutti manco stessi partendo per una missione in Iraq e con lo zaino pieno di magliette e la mente piena di sogni, ti dirigi verso il garage. La tua moto è lì, non sa cosa l’aspetta ma non è un problema, lei è sempre pronta se te ne sei preso cura correttamente. Fissi il tuo bagaglio al codone della moto con le corde elastiche comprate da UGO, il cinese che profuma di soia e ricopri il tutto con un “ragno” che rende simile il tuo zaino ad un capocollo di Martina Franca, infili guanti e casco e giri la chiave nel quadro. Fuoco alle polveri signori, il viaggio sta per iniziare.\r\n\r\nIl tragitto da casa al casello dell’autostrada lo fai con il sorriso di chi sa cosa sta per succedere ed esplori quel tragitto che hai fatto milioni di volte, come se invece fosse la prima volta della tua vita in cui lo percorri. Sei felice, è inutile nasconderlo, anche la moto sembra più bella oggi, anche il suono pare più armonioso e l’assenza del Db Killer, contribuisce a darle quella melodia stile F-35 in fase di Mach 3. Se ti prendono le guardie ti sequestrano come De Andrè e Dori Ghezzi nel 79’, ma non ci pensi e infili le marce come se non ci fosse un domani. Sono passate solo due ore da quando hai aperto gli occhi e hai postato talmente tante foto su facebook che pure Zuckerberg ti ha mandato un SMS con scritto: “Buon viaggio, ma hai rotto il c….o con ste foto”.


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